Tutti scandalizzati da Conte, ma nessuno che rifletta davvero sulle sue parole

Il mister del Napoli non ha detto certo qualcosa di inesatto sugli infortuni legati alle troppe partite, eppure le sue parole vengono accolte con ironia e quasi con fastidio. E questa difficoltà nell’ammettere che ha ragione dimostra la disonestà intellettuale di alcuni.

Antonio Conte ha sollevato un polverone, e probabilmente era anche un qualcosa che l’allenatore del Napoli aveva messo in preventivo. Ma poco importa qual è il pensiero degli altri: è il suo ad avere un peso, e la sua opinione è che questo calendario iperaffollato di impegni rappresenti un aspetto estremamente negativo per il calcio. Si sta puntando più sulla quantità che sulla qualità, perché è la quantità che porta soldi. Più si gioca, più ci sono introiti.

Antonio Conte mima il gesto di stare calmi
Tutti scandalizzati da Conte, ma nessuno che rifletta davvero sulle sue parole – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

E di questa cosa beneficia anche lo stesso Antonio Conte, dal momento che questo enorme flusso di denaro finanzia anche i 9 milioni di euro a stagione che il mister azzurro percepisce come stipendio annuo. Ma se il prezzo da pagare è la salute dei suoi calciatori, e dei giocatori in generale, allora c’è qualcosa che decisamente non va. E Conte ha ragione nel denunciare un movimento che a questo aspetto non pensa, in nome soltanto dei soldi. C’è l’urgenza di preservare il benessere dei principali attori del mondo del pallone.

Conte non dice una cosa falsa, perché nessuno gli dà ragione?

Giocare una roba tipo sessanta-settanta partite a stagione, tra campionati, coppe nazionali ed internazionali ed impegni delle nazionali, è un qualcosa che comporta uno stress mentale e fisico enorme. Farsi male è più facile, perché cambiano in peggio anche le metodologie di lavoro. Ci si allena poco e non con la continuità necessaria per potere trarre i giusti miglioramenti.

Giovanni Di Lorenzo a bordo di una automedica
Conte non dice una cosa falsa, perché nessuno gli dà ragione? – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

Ma quanto affermato da Conte non è stato recepito: ed è stato interpretato come un assist da parte di opinionisti e giornalisti, ed in alcuni casi anche da opinionistucoli e giornalistucoli, solamente per fare polemica. Già l’anno scorso Conte aveva dovuto affrontare una stagione con il pesantissimo deficit degli infortuni. L’aggiunta di Champions League e Supercoppa Italiana ha comportato un netto peggioramento adesso.

Gli infortuni in casa Napoli nell’annata del quarto scudetto erano già tantissimi, ora lo sono persino di più. In tutto ciò, da tempo anche altri esponenti del calcio italiano auspicano un ritorno alla Serie A a diciotto squadre. Ed una abolizione degli assurdi playoff promozione e retrocessione, che non fanno altro che aggiungere inutili partite in calendario. Cosa che pesa sia sulle squadre più attrezzate che su quelle che non sono costruite in maniera altrettanto adeguata.

Quando toccherà agli altri vedremo

Senza dimenticare poi come tutti questi impegni portino ad un abbassamento netto della qualità del gioco. Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso i vertici di UEFA e FIFA parlare di un abbassamento del numero stagionale di incontri. E poi che cosa fanno entrambe? L’una allarga i Mondiali fino a 48 squadre, e starebbe pensando addirittura di arrivare a 64 partecipanti alla fase finale della Coppa del Mondo 2030, che sarà l’edizione del Centenario.

Antonio Conte in conferenza stampa
Quando toccherà agli altri vedremo – napoli.cityrumors.it Foto Ansa

La UEFA invece ha avallato la riforma di Champions League, Europa League e Conference League, allargando il numero di compagini ammesse a 36. Ed aumentando anche in questo caso le partite. Ora tutti danno addosso a Conte e lo accusano di essere buono solo a lamentarsi per mascherare soprattutto la sua tendenza a non sapere compiere percorsi eccezionali in ambito internazionale.

Poi però vediamo se gli stessi si lamenteranno quando altre squadre a marzo andranno incontro ad un crollo fisico, accentuato magari anche da una età media delle rispettive rose anche più elevate. Sarà interessante vedere come i sostenitori a vario titolo di altre compagini accetteranno eventuali infortuni come quello di Di Lorenzo, qualora dovessero capitare ad altre squadre in lotta per traguardi importanti.

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