Si terranno domani, mercoledì 4 marzo alle ore 15 presso il Duomo di Nola, i funerali di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto dopo il trapianto di cuore fallito il 23 dicembre scorso.
Oggi, invece, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli in corso sulla vicenda, si è svolto l’incidente probatorio subito seguito dall’autopsia sul corpo del piccolo Domenico.

“C’è stata un’apertura grande sul dibattimento, non è stato il solito incidente probatorio. – ha detto Francesco Petruzzi, il legale della famiglia del bimbo – Sono stati dati 120 giorni a partire da oggi ai periti per sviluppare la loro relazione. Il rinvio va all’11 settembre 2026. La salma sarà liberata in serata. C’è il nullaosta cosiddetto ‘in bianco’ consegnato al medico legale. Una volta finite le operazioni, il medico libererà la salma, con i funerali domani mattina“.
Sono 25 complessivamente i periti nominati nell’udienza per il conferimento degli incarichi e la formulazione dei quesiti. Diverse le questioni procedurali che hanno interrotto l’udienza per due camere di consiglio, in particolare sull’acquisizione o meno delle testimonianze di medici e infermieri presenti nelle sale operatorie di Napoli e di Bolzano, che hanno permesso di ricostruire espianto, trasporto e impianto del cuore giunto al Monaldi irrimediabilmente danneggiato.
“Io so solamente che le cose le ho fatte bene”
Bisogna ricordare che al momento sono sette i medici del Monaldi indagati per omicidio colposo. Tra di essi c’è il cardiochirurgo Guido Oppido, intercettato dalla trasmissione Lo stato delle cose su Rai 3, condotta da Massimo Giletti. “Io so solamente che le cose le ho fatte bene, le ho fatte bene, quindi io sono la vittima”, ha dichiarato Oppido.
“Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania. Tremila bambini ne ho operati io. Tutto questo lo sto passando – ha aggiunto – perché ho provato ad aiutare i figli degli altri”. Stando alle ultime ricostruzioni su quanto accaduto tra Bolzano e Napoli, ed in particolare nella sala operatoria del Monaldi, il piccolo Domenico sarebbe rimasto almeno 45 minuti senza il cuore.
Visualizza questo post su Instagram
Era già stato dichiarato da un’infermiera specializzata del reparto che “il contenitore chiuso” con l’organo era arrivato in sala operatoria “qualche minuto prima delle 14.30”. La ricostruzione temporale si è arricchita ora di ulteriori elementi.
Alle ore 15, in uno dei messaggi si legge che il cuore destinato al trapianto, “portato nel ghiaccio secco, si è congelato” e che “forse non lo può impiantare, stiamo da tre ore per cercare di togliere il ghiaccio”. Quattordici minuti dopo, alle 15 e 14, in risposta alla richiesta di aggiornamenti sulla situazione, viene affermato: “Il cuore per scongelarlo lo abbiamo messo nell’acqua calda. Se riparte è un miracolo”.





