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Cronaca

Caso Domenico Caliendo, spuntano i video in sala operatoria e le chat tra i medici: le versioni divergenti sul trapianto di cuore fatale

Published by
Francesco Ferrigno

Avrebbero reso versioni in parte divergenti al giudice per le indagini preliminari di Napoli Mariano Sorrentino, i due cardiochirurghi Emma Bergonzoni e Guido Oppido.

Il caso è quello del piccolo Domenico Caliendo e del trapianto di cuore fallito costato la vita al bimbo effettuato il 23 dicembre 2025 nell’ospedale Monaldi del capoluogo partenopeo.

Caso Domenico Caliendo, spuntano i video in sala operatoria e le chat tra i medici: le versioni divergenti sul trapianto di cuore fatale (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Inquirenti ed investigatori stanno accelerando nell’inchiesta giudiziaria che vede indagati, tra gli altri, proprio i cardiochirurghi Bergonzoni e Oppido. Stando ad alcune indiscrezioni riportate dalle agenzie di stampa in queste ore, i due medici potrebbero essersi accordati sulla versione da fornire circa l’accaduto. A dimostrarlo ci sarebbero delle comunicazioni intercorse via chat.

I due medici sono indagati dalla Procura e dal Nas di Napoli oltre che per omicidio colposo in concorso, anche per falso, in relazione alla compilazione della cartella clinica. Al centro del quadro accusatorio l’inizio dell’espianto del cuore malato del bambino che sarebbe iniziato prima di controllare lo stato dell’organo cardiaco giunto da Bolzano. Pochi minuti (5-6 in tutto) che avrebbero però potuto consentire di scoprire lo stato del cuore da trapiantare, reso inutilizzabile dalle basse temperature raggiunte a causa del ghiaccio secco.

Nelle scorse settimane acquisite nuove testimonianze e soprattutto dei video

Nelle scorse settimane acquisite nuove testimonianze e soprattutto dei video, girati da un operatore socio sanitario nella sala operatoria il giorno del trapianto, i quali dimostrerebbero che il frigo box con il cuore congelato non era stato ancora aperto quando il cuore malato del piccolo Domenico era già su un tavolo.

Agli atti anche alcuni messaggi in chat in cui emergerebbe la preoccupazione di Bergonzoni (difesa dal professore Vincenzo Maiello) in relazione all’accaduto. Il dottore Oppido (assistito dagli avvocati Sorge e Manes) ha ribadito ancora una volta di avere avuto una via libera alla cardioctomia da parte dalla collega che a Bolzano aveva prelevato l’organo, circostanza non confermata da chi quel giorno era in sala operatoria.

Nelle scorse settimane acquisite nuove testimonianze e soprattutto dei video (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Nei giorni scorsi Oppido ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm, confermando una ricostruzione logica e cronologica che ha sempre dato e mai modificato, supportata da dati documentali”, hanno fato sapere i legali del chirurgo sotto accusa. Un nuovo interrogatorio durato circa tre ore.

Secondo la difesa, “dobbiamo registrare un mutamento dell’accusa perché a fronte delle produzioni documentali che la difesa ha offerto, perfino i consulenti del pubblico ministero hanno condiviso che il clampaggio aortico, non poteva essere avvenuto che pochi minuti prima dell’espianto (avvenuto ore 14.34), certamente non antecedentemente alle 14.24“.

A non combaciare sarebbero i dati della cartella compilata dalla perfusionista ed il referto operatorio. I legali hanno sostenuto che non vi sia una mancanza di contestualità, in quanto “il dottor Oppido, così come la dottoressa Bergonzoni, hanno sempre confermato di aver iniziato la pratica di avviamento alla circolazione extracorporea quando l’equipe di espianto raggiungeva l’ospedale e di aver iniziato la cardioctomia quando il box era giunto in sala“.

Francesco Ferrigno

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