La Giunta regionale della Campania si è riunita nelle scorse ore per riorganizzare la gestione dei Fondi europei. Una somma consistente è stata destinata alla mitigazione del rischio idraulico nel bacino del Fiume Sarno con un finanziamento di 293 milioni di euro.
A confermarlo è stato il presidente dell’Ente Parco del Fiume Sarno Vincenzo Marrazzo: “L’obiettivo è quello di soddisfare i punti del Programma regionale finanziato dal Fondo europeo di Sviluppo regionale 21-27 della Campania, dotato di una somma di 5,5 miliardi di euro. Il Programma spazia dalla rigenerazione urbana all’inclusività sociale, per promuovere il lavoro e diminuire lo spopolamento”.
Bisogna ricordare che il bacino idrografico del Fiume Sarno copre un’area di circa 500 chilometri quadrati racchiusa tra il cono vulcanico del Vesuvio, le montagne di Sarno e i Monti Lattari. Si tratta di uno dei comprensori a più alto rischio idraulico d’Italia, una fragilità strutturale fortemente amplificata da decenni di intensa e incontrollata urbanizzazione.
La cementificazione e lo sviluppo edilizio a ridosso dei corsi d’acqua hanno progressivamente ridotto la permeabilità del suolo e alterato il naturale sistema fluviale, eliminando le aree di naturale esondazione e trasformando la rete idrica in una minaccia costante per i centri abitati circostanti.
“La transizione ecologica è uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile – ha continuato Marrazzo – ed è per questo che la Regione sta concentrando le sue energie sulla riqualificazione del bacino del fiume Sarno, riservandogli quasi 300 milioni di euro. Le aree maggiormente interessate saranno quelle dell’impianto di depurazione di Angri e dei collettori fognari di Gragnano. Inclusi nei fondi del Programma anche il resto del sistema di vasche, regi lagni e canali presenti su tutto il territorio vesuviano”.
Per l’Ente Parco la lotta contro gli sversamenti illegali è fondamentale affinché gli interventi per la manutenzione e la diminuzione del rischio idrologico siano efficaci.
Il fiume Sarno è, infatti, storicamente soggetto a numerosi sversamenti illeciti, che ne hanno compromesso gravemente l’ecosistema. Fra metalli pesanti, fanghi tossici, scarichi civili non conformi e scarti agricoli, come pesticidi e plastiche di copertura, i dragaggi rischiano di risultare completamente inutili perché ostruiti.
“Una gestione conforme dei fondi porterebbe, quindi, ad un miglioramento esponenziale della qualità di vita dei cittadini. – ha concluso il presidente – Oltre ad una maggiore sicurezza durante fenomeni metereologici avversi, la tutela del fiume Sarno contro l’inquinamento rappresenta un elemento fondamentale per la riqualificazione profonda delle coste campane, restituendo al nostro territorio una bellezza ormai perduta“.
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