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Cronaca

Il maxi blitz antimafia tra Palermo e Napoli che ha smantellato l’impero delle scommesse in contanti gestito dai clan

Published by
Francesco Ferrigno

Mafia, raccolte illegali di scommesse sportive, installazione di punti gioco occulti, fissazione di quote e ricezione delle giocate esclusivamente in contanti.

C’è tutto questo nel blitz della guardia di finanza che all’alba di oggi, tra Palermo e Napoli, ha portato all’arresto di tredici persone. Su ordine della Direzione distrettuale antimafia (Dda), otto soggetti sono finiti in carcere e cinque ai domiciliari.

Il maxi blitz antimafia tra Palermo e Napoli che ha smantellato l’impero delle scommesse in contanti gestito dai clan (GUARDIA DI FINANZA FOTO) – NapoliCityrumors.it

Le misure cautelari, emesse dal gip di Palermo, sono state eseguite dai militari del comando provinciale di Palermo e Napoli. Si tratta dell’esito di complesse indagini sulle famiglie mafiose dell’Acquasanta e dell’Arenella, facenti parte del mandamento di Resuttana. Sono stati effettuati accertamenti finanziari e patrimoniali, intercettazioni telefoniche e ambientali, dichiarazioni di plurimi collaboratori di giustizia.

Gli indagati sono in totale quarantacinque per le ipotesi di reato di associazione mafiosa, favoreggiamento personale, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, reimpiego, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività di scommesse. Le investigazioni hanno consentito di acquisire elementi utili a delineare gli assetti interni delle due famiglie mafiose evidenziandone l’evoluzione delle gerarchie a seguito dei diversi provvedimenti giudiziari eseguiti nel tempo, fino ad arrivare all’attuale assetto verticistico.

Ricostruite le modalità di imposizione mafiosa sul territorio da parte del capofamiglia

In particolare, è emerso come, anche grazie al supporto di una stabile rete di sodali e alla forza di intimidazione derivante dall’appartenenza all’associazione mafiosa, i capi famiglia avrebbero esercitato la propria influenza sui rispettivi territori di riferimento, mantenendo la capacità di orientare le attività illecite, dirimere controversie interne o con soggetti appartenenti ad altri mandamenti, nonché condizionare l’operatività economica e commerciale.

Con riferimento alla famiglia mafiosa dell’Arenella, l’attività d’indagine ha permesso di ricostruire le modalità di imposizione mafiosa sul territorio da parte del capofamiglia, il quale, anche attraverso interazioni con altri esponenti di vertice di Cosa nostra, avrebbe esercitato la propria influenza intervenendo nella risoluzione di controversie e sull’operatività delle attività economiche insistenti nell’area o riferibili a soggetti provenienti da altre zone del capoluogo siciliano nonché rilevando società, fittiziamente intestate, a incensurati al fine di reimpiegare i capitali illeciti.

Ricostruite le modalità di imposizione mafiosa sul territorio da parte del capofamiglia (GUARDIA DI FINANZA FOTO) – NapoliCityrumors.it

Parallelamente, con riferimento alla famiglia mafiosa dell’Acquasanta, le indagini hanno consentito di ricostruire l’influenza esercitata dal capofamiglia sfruttando il regime di semilibertà, con la concessione sul territorio palermitano di licenze premiali, mediante una fitta rete di sodali deputati a veicolare e demoltiplicare le direttive operative all’interno della struttura mafiosa.

In tale contesto è stato documentato un articolato sistema di raccolte illegali di scommesse sportive, realizzato attraverso l’installazione di punti gioco occulti, la fissazione di quote e la ricezione delle giocate esclusivamente in contanti, con il duplice scopo di generare profitti in evasione d’imposta e riciclare proventi derivanti da altre attività delittuose.

Francesco Ferrigno

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