Un ristorante sospeso su una necropoli paleocristiana. Parliamo di Ena, il nuovo ristorante ospitato nella Tenuta San Vito di Pozzuoli presentato nelle scorse ore.
Si tratta di una dimora storica del Settecento che custodisce nel suo cuore un tesoro rimasto nascosto per secoli. La struttura, durante i lavori di recupero e valorizzazione, ha rivelato una straordinaria scoperta archeologica.
Ovvero una necropoli paleocristiana risalente tra il I e il II secolo d.C., oggi riportata alla luce e resa accessibile attraverso un attento progetto di conservazione. Un patrimonio di rara importanza che rende Ena un vero unicum nel panorama internazionale: un ristorante costruito sopra duemila anni di storia.
Qui l’esperienza gastronomica assume un significato nuovo: gli ospiti si siedono a tavola letteralmente sospesi sulle testimonianze di un’antica comunità cristiana dei Campi Flegrei. La necropoli, scoperta nel 2006 grazie agli studi e agli interventi della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei, rappresenta una delle più importanti testimonianze del cristianesimo delle origini in area flegrea.
Tra i reperti emersi durante gli scavi figurano preziosi oggetti in bronzo, gioielli, monete e straordinarie testimonianze artistiche, tra cui una tomba con la raffigurazione del Buon Pastore, simbolo universale della tradizione cristiana.
All’interno del complesso è presente anche un antico agapeo, spazio destinato alla condivisione e alla vicinanza della comunità dopo i riti funebri: un luogo dove memoria, spiritualità e vita quotidiana si intrecciavano. A valorizzare questa cornice straordinaria è una proposta gastronomica completamente rinnovata, che porta Ena verso una dimensione di fine dining profondamente legata al territorio.
La cucina celebra la Campania attraverso materie prime d’eccellenza, con il mare protagonista e una ricerca costante tra tradizione e contemporaneità. Un percorso costruito per raccontare i sapori dei Campi Flegrei e dell’intera regione con eleganza, tecnica e creatività.
A guidare questa nuova fase è lo chef Armando Castellano, originario proprio di Pozzuoli. Dopo un lungo percorso internazionale nelle cucine più prestigiose del mondo, Castellano torna nella sua terra con il desiderio di restituire valore alle proprie radici e con la responsabilità di dare voce, attraverso i suoi piatti, alla storia di questo luogo speciale.
Tra le novità del progetto spicca anche una suggestiva stanza di vetro, pensata come lounge privata per eventi, incontri professionali e occasioni esclusive. Un ambiente raffinato in cui l’architettura dialoga con il paesaggio circostante: la trasparenza della struttura crea un rapporto continuo tra interno ed esterno, mentre sotto il pavimento resta custodita una testimonianza millenaria.
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