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Cronaca

I colpi in aria, il fucile da guerra e l’aggravante mafiosa: cosa c’è dietro la folle sparatoria a Montesanto

Published by
Francesco Ferrigno

“La risposta è stata immediata. Le forze dell’ordine e la magistratura hanno agito con grande efficacia. Nessun angolo della città e della provincia è zona franca”.

A parlare è il prefetto di Napoli Michele di Bari, dopo la tempestiva svolta nelle indagini sui fatti avvenuti a Montesanto, dove nella serata del 29 giugno si è verificata una rissa tra diverse persone e la successiva esplosione di colpi d’arma da fuoco.

I colpi in aria, il fucile da guerra e l’aggravante mafiosa: cosa c’è dietro la folle sparatoria a Montesanto (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Nelle immagini circolate sui social media, particolare scalpore avevano suscitato l’esplosione di colpi di pistola e la presenza in strada di un uomo armato di un fucile mitragliatore da guerra Ak-47 Kalashnikov che si aggirava in strada dopo la rissa. Nelle scorse ore per questi fatti la polizia di stato ha eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla locale Direzione distrettuale antimafia (Dda), nei confronti di tre persone, una delle quali donna.

Tutti sono accusati, a vario titolo, dei reati di rissa, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, aggravati dalle modalità mafiose. In manette sono finiti Giuseppe Triuolo, secondo le ricostruzioni l’uomo vestito di nero armato di Kalashnikov, Emanuele Iaccarino e la sua compagna di Iaccarino, Arianna Rossetti. Non sono ancora del tutto chiari i motivi che hanno scatenato le violenze: tra le ipotesi una lite tra famiglie.

“Ogni atto delinquenziale non resta impunito”

Ogni atto delinquenziale non resta impunito. – ha continuato il prefetto – E di questo fatto ne devono essere consapevoli innanzitutto i cittadini, che hanno fiducia nell’azione degli uomini dello Stato. Quanto accaduto è un fatto grave. È vero che episodi del genere possano miniare la percezione della sicurezza ma le risposte che si danno devono infondere fiducia”.

L’episodio si è verificato dinanzi alla fermata della ferrovia Cumana di piazza Montesanto.
Tra le informazioni pervenute alla polizia nell’immediatezza dei fatti figurava anche quella relativa alla possibilità che alcune donne avessero nascosto, sotto un’auto in sosta nei pressi della piazza, un’arma lunga, poco prima imbracciata da uno dei protagonisti della sparatoria. Le verifiche effettuate dai poliziotti intervenuti hanno consentito, in prima battuta, di rinvenire e sequestrare un Kalashnikov, con doppio caricatore rifornito, occultato sotto un’autovettura parcheggiata a poca distanza dal luogo degli eventi.

“Ogni atto delinquenziale non resta impunito” (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

La successiva analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, ritenuti protagonisti, insieme a numerosi altri soggetti in corso di identificazione, della violenta rissa per poi aggirarsi armati in piazza Montesanto, con l’esplosione da parte di uno di loro di alcuni colpi d’arma da fuoco in aria con una pistola.

Le immagini hanno mostrato come, dopo la colluttazione, uno dei due uomini, imbracciato il fucile mitragliatore Kalashnikov, si sia aggirato tra la folla con l’arma lunga in pugno, mentre alcuni astanti provavano apparentemente a tranquillizzarlo. Nel contempo, l’altro, recuperata una pistola dall’autovettura a lui in uso, ha esploso alcuni colpi in aria tra la folla.

“Lo Stato, in ogni sua articolazione, ha fatto la sua parte”

Le immagini degli eventi in questione sono state rilanciate anche da vari social media e da testate giornalistiche online che hanno postato i video ripresi dalle numerosissime persone presenti nella piazza al momento dei fatti.

Lo Stato, in ogni sua articolazione, ha fatto la sua parte e continuerà a farla, come sempre e fino in fondo. – ha concluso di Bari – Anche grazie alla piena disponibilità del Ministero dell’Interno ci sono più mezzi e strumenti per garantire la sicurezza, ad iniziare dagli impianti di videosorveglianza che tanto contribuisce sia per quanto attiene alla prevenzione sia al buon esito dell’attività repressiva“.

Francesco Ferrigno

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