Dalle bombe al finto servizio di recupero crediti per le truffe: la nuova strategia dei Casalesi per riorganizzare il clan Zagaria

Colpi di pistola, attentati dinamitardi, il tentativo di monopolizzare le onoranze funebri. E poi un inedito “servizio risoluzione privata dei conflitti interprivatistici”. Sostanzialmente, il recupero di somme di denaro per conto delle vittime dopo, ad esempio, una truffa.

È così che otto persone, fermate nelle scorse ore dall’Antimafia e dai carabinieri, stavano cercando di riorganizzare la fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Il blitz è stato effettuato a Casapesenna, comune del Casertano storica roccaforte della cosca fondata da Michele Zagaria.

La nuova strategia dei Casalesi per riorganizzare il clan Zagaria
Dalle bombe al finto servizio di recupero crediti per le truffe: la nuova strategia dei Casalesi per riorganizzare il clan Zagaria (CARABINIERI FOTO) – NapoliCityrumors.it

Nel dettaglio, i militari di Caserta hanno eseguito un decreto di fermo del pm, emesso dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli, nei confronti di otto presunti esponenti della fazione Zagaria dei Casalesi. Tutti sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, pubblica intimidazione con uso delle armi, illecita competizione con violenza o minaccia, estorsione, violenza privata, porto e detenzione di armi e materiale esplodente.

Un provvedimento urgente quello dell’Antimafia, resosi necessario alla luce della crescente escalation delle condotte aggressive riscontrate. Il sodalizio criminale, infatti, aveva l’obiettivo di consolidare e rafforzare il proprio potere sul territorio. Le autorità giudiziarie hanno riscontrato una “rinnovata capacità organizzativa del clan” grazie a vecchi e nuovi affiliati in costante ascesa.

Una crescente escalation di condotte aggressive sul territorio

In questo contesto si inserirebbero i gravi episodi intimidatori verificatisi nei mesi di febbraio e marzo, quando l’abitazione di un cittadino marocchino residente a Casapesenna è stata prima raggiunta da numerosi colpi d’arma da fuoco e successivamente bersagliata da un attentato dinamitardo. Analoghe azioni sono state rivolte anche contro due attività commerciali del territorio, una pizzeria e una cornetteria, entrambe colpite da attentati con ordigni esplosivi rispettivamente il 27 febbraio ed il 14 marzo 2026.

Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire episodi di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso nel settore delle onoranze funebri. In particolare, il titolare di un’impresa funebre sarebbe stato costretto, attraverso minacce e intimidazioni, a rinunciare all’organizzazione di un funerale in favore di un’azienda riconducibile al clan, l’azienda Ital Funeral Associated srl, e a consegnare a quest’ultima anche le somme già ricevute dai familiari del defunto in virtù dell’incarico conferitogli.

Blttz contro Casalesi
Una crescente escalation di condotte aggressive sul territorio (CARABINIERI FOTO) – NapoliCityrumors.it

È emersa anche la disponibilità, da parte dell’organizzazione criminale, di armi ed esplosivi utilizzati come strumenti di intimidazione e di controllo del territorio, sia per assoggettare la popolazione e gli operatori economici, sia per discutere ed eseguire azioni delittuose funzionali alle strategie del clan.

Tra le attività del clan è stato documentato anche il servizio risoluzione privata dei conflitti interprivatistici. Dalle indagini è infatti emerso che un indagato si sarebbe fatto consegnare da due persone la somma di 15mila euro che questi ultimi avrebbero truffato a due suoi conoscenti, che gli avevano chiesto di intervenire.

Armi ed esplosivi utilizzati come strumenti di intimidazione e di controllo

Tra i fermati ci sono Costantino Garofalo, 29enne in ascesa nel clan, elemento di raccordo operativo tra vari personaggi legati alla fazione Zagaria, e i fratelli Aldo e Raffaele Nobis, 56 e 60 anni. In particolare Raffaele avrebbe legami storici con Carmine e Antonio Zagaria, fratelli del fondatore Michele. Un altro fratello dei Nobis, Salvatore alias Scintilla, era invece uno storico luogotenente di Zagaria.

Il gip presso il Tribunale di Napoli Nord non ha convalidato i fermi, ma ha ritenuto comunque sussistenti i presupposti cautelari, disponendo nei confronti degli otto indagati l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.