I listini del gasolio non scendono come previsto. In Campania il calo minore d’Italia, mentre il prezzo medio tocca i 2,127 euro al litro.
Il taglio delle accise da 17 centesimi al litro introdotto dal Governo per contrastare il caro-carburanti, sembra svanito nel nulla prima di arrivare al distributore. Il Codacons ha denunciato che il prezzo medio del gasolio, dopo soli due giorni dall’entrata in vigore della misura, è sceso a livello nazionale di appena 11,3 centesimi, una cifra ben lontana dai 17 centesimi previsti dalla norma.

La situazione peggiora drasticamente se si osservano i dati della rete autostradale, dove il diesel è sceso di soli 8,6 centesimi, creando un danno economico diretto per milioni di viaggiatori.
Campania, il record negativo del caro diesel
Secondo il Codacons la Campania è la regione più penalizzata. Stando alle elaborazioni effettuate dall’associazione sulla base dei dati del Mimit, proprio qui si registra il ribasso più timido di tutto il Paese: appena 6,6 centesimi in meno nel giro di due giorni. Una flessione del tutto insufficiente che lascia il prezzo alla pompa del diesel a una media di 2,127 euro al litro, valore che posiziona la Campania al primo posto per il costo più elevato d’Italia.
A seguire, con criticità simili, si trovano la Basilicata con un calo di 9,3 centesimi e il Molise con una riduzione di 9,5 centesimi. Al capo opposto della classifica nazionale, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria mostrano invece riduzioni più vicine agli obiettivi del Governo, con ribassi che toccano rispettivamente i 13,2 e i 13 centesimi di euro.
Petrolio giù, ma i prezzi restano alti: scatta l’esposto
Il mancato allineamento dei prezzi appare ancor più inspiegabile e ingiustificato se si considera la dinamica dei mercati internazionali delle ultime settimane. Il petrolio, infatti, ha subito un deprezzamento significativo, con le quotazioni del Brent scese stabilmente al di sotto degli 83 dollari al barile.

Questa netta discrepanza tra il calo delle quotazioni petrolifere e la cronica lentezza nell’aggiornamento dei listini alla pompa ha spinto il Codacons a passare all’azione, presentando un esposto formale all’Antitrust e alla Procura della Repubblica di Roma.
La denuncia per truffa aggravata e la tutela dei cittadini
L’associazione chiede alle autorità competenti di accertare eventuali responsabilità lungo l’intera filiera dei carburanti, ipotizzando la fattispecie di truffa aggravata. La richiesta alle procure è quella di far luce su un meccanismo che, a discapito dei cittadini e degli automobilisti, sembra vanificare gli sforzi fiscali messi in campo per calmierare il costo dei rifornimenti.
Il Codacons chiede un intervento drastico per evitare che le tasche degli italiani restino pesantemente gravate da listini eccessivamente gonfiati. E soprattutto di evitare tentativi di speculazione in un momento di fragilità economica, soprattutto nelle zone in cui il costo del carburante già ha raggiunti cifre record.
L’associazione dei consumatori chiede di stabilire se vi siano manovre scorrette da parte degli operatori del settore, affinché lo sconto deciso dal governo possa finalmente tradursi in un reale risparmio per chi ogni giorno è costretto a utilizzare l’automobile per lavoro o necessità.





