Il furto beffa sui beni sotto sequestro: spariti nel nulla gli smartphone legati all’inchiesta Napolitano

Un colpo notturno condotto con estrema precisione ha preso di mira il cuore del deposito di vendite giudiziarie in via Circumvallazione Esterna, situato all’interno della zona Asi nel territorio di Giugliano in Campania.

Una banda è riuscita a penetrare nel locale di custodia dei beni destinati all’asta, sottraendo diversi smartphone di marca Apple appartenenti a un lotto sottoposto a sequestro giudiziario. L’allarme ha fatto scattare l’intervento immediato dei carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano in Campania, chiamati a rilievi urgenti per una segnalazione di furto che riapre riflettori e interrogativi su beni già al centro di scottanti vicende giudiziarie.

Il furto beffa sui beni sotto sequestro
Il furto beffa sui beni sotto sequestro: spariti nel nulla gli smartphone legati all’inchiesta Napolitano (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

La refurtiva trafugata dal locale di custodia si collega direttamente a una delle vicende commerciali e giudiziarie più chiacchierate dell’area partenopea. I telefoni rubati appartengono al compendio di Napolitano Store, l’impero commerciale creato dall’imprenditore Angelo Napolitano. Gli inquirenti dell’Arma della compagnia di Giugliano stanno lavorando per ricostruire le modalità d’accesso dei malviventi al deposito dell’area Asi, analizzando i dettagli dell’intrusione avvenuta nel corso della notte.

I beni sottratti rientravano nel lotto aziendale destinato all’asta giudiziaria a seguito dei provvedimenti cautelari reali eseguiti tra il 2025 e l’anno in corso. Il colpo solleva la necessità di chiarire come i ladri abbiano individuato con precisione la collocazione dei dispositivi tecnologici ad alta commerciabilità, sottraendoli alla custodia statale prima della loro vendita formale.

Il maxi sequestro da 5,7 milioni di euro e le misure cautelari disposte dalla Procura di Nola

Il lotto di smartphone Apple finito nel mirino dei ladri costituisce una porzione del patrimonio aziendale bloccato dalle forze dell’ordine nell’ambito di una complessa indagine economico-finanziaria. Lo scorso mese di gennaio, la Guardia di Finanza di Napoli aveva apposto i sigilli all’intero compendio aziendale di una società con sede a Casalnuovo attiva nel commercio di elettrodomestici e telefoni cellulari. Tale misura faceva seguito a un precedente e imponente sequestro da 5,7 milioni di euro, eseguito il 17 settembre e successivamente confermato dal Tribunale del Riesame.

L’operazione era scattata in esecuzione di un decreto siglato dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Nola. L’imprenditore alla guida del gruppo aziendale, Angelo Napolitano, risultava peraltro attivissimo sui canali social media, dove pubblicava quotidianamente decine e decine di post promozionali per sponsorizzare i prodotti in vendita.

Il furto beffa sui beni sotto sequestro- spariti nel nulla gli smartphone
Il maxi sequestro da 5,7 milioni di euro e le misure cautelari disposte dalla Procura di Nola (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Gli accertamenti condotti dagli investigatori economico-finanziari avevano consentito di svelare la struttura operativa su cui si reggeva il business dei telefoni cellulari offerti a cifre ampiamente inferiori rispetto ai listini ufficiali. L’accesso a questi sconti prevedeva tuttavia una condizione inderogabile per l’acquirente: il saldo dell’acquisto doveva avvenire rigorosamente in contanti.

Attraverso questa imponente campagna promozionale veicolata ogni giorno sui canali digitali, la società aveva registrato un’espansione contabile definita straordinaria dalle autorità. L’attività commerciale dell’azienda ha conosciuto negli ultimi anni un’esponenziale e anomala crescita del fatturato, passato dai 2,2 milioni di euro del 2017 fino ai 20,8 milioni di euro registrati nel 2023. Ora spetta ai carabinieri della radiomobile di Giugliano determinare se il furto notturno risponda a una dinamica predatoria d’occasione o se si inserisca nelle complesse ramificazioni della vicenda che ha travolto il marchio commerciale.