Marina Calderone rilancia dalla Calabria il tema del lavoro nel Mezzogiorno: “Non servono sussidi che addormentano, ma opportunità”. La ministra guarda soprattutto ai giovani e alle competenze richieste dalle imprese, con un riferimento preciso alle professioni STEM e all’innovazione. I dati raccontano però un Sud ancora distante dai livelli occupazionali del resto del Paese.
La questione del lavoro torna al centro del dibattito politico dalla Calabria. Intervenendo a Vinitaly and the City – Calabria in Wine a Reggio Calabria, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone ha difeso la scelta del governo di superare il Reddito di cittadinanza e ha indicato nell’accesso alle opportunità professionali una delle priorità per il Mezzogiorno.

“Noi abbiamo detto di no al Reddito di cittadinanza perché sapevamo che non avevamo bisogno di addormentare i nostri territori. Avevamo bisogno invece di risvegliare quella voglia di fare che sappiamo essere presente nei nostri giovani”, ha dichiarato Calderone.
Una frase che riporta al centro una delle questioni più delicate del mercato del lavoro italiano: come trasformare l’aumento dell’occupazione in un’occasione concreta soprattutto per i giovani del Sud.
Il quadro nazionale conferma una fase di crescita dell’occupazione. L’Istat rileva che nel primo trimestre del 2026 il numero degli occupati in Italia ha raggiunto quota 24 milioni e 207mila, con un incremento di 67mila unità rispetto al trimestre precedente. Il tasso di occupazione è salito al 62,7%, mentre quello di disoccupazione è sceso al 5,3%.
Ad aprile il dato è ulteriormente migliorato: gli occupati sono arrivati a 24 milioni e 337mila, 269mila in più rispetto ad aprile 2025. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 63,1%, mentre la disoccupazione è scesa al 5,1%.
A maggio l’occupazione è rimasta su livelli elevati, con 24 milioni e 336mila occupati. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5%, mentre quello giovanile è arrivato al 15,1%.
Sono numeri che mostrano una dinamica positiva a livello nazionale. Il quadro territoriale resta però molto più complesso.
Il divario tra Nord e Sud resta
Il Rapporto annuale Istat 2026 evidenzia come le regioni del Mezzogiorno presentino valori inferiori alla media nazionale sia per il tasso di occupazione sia per gli indicatori legati alla capacità produttiva e alla domanda di lavoro.
Il problema riguarda quindi la quantità di lavoro, ma anche la struttura economica che dovrebbe generarlo. Secondo l’Istat, nel Mezzogiorno la minore capacità di creare posti di lavoro si associa a una struttura produttiva meno intensa in conoscenza e a una domanda di lavoro più contenuta.
È proprio in questo spazio che si inserisce il ragionamento della ministra: il tema delle opportunità deve accompagnarsi alla capacità dei territori di intercettare le competenze richieste dal mercato.
La sfida dei giovani
“Mi ero anche francamente un po’ stancata di sentir dire che i giovani sono distratti. I giovani non sono assolutamente distratti: di fronte a buone opportunità e buone proposte vogliono governare il loro presente e il loro futuro”, ha detto.
Il nodo diventa quindi quello dell’incontro tra formazione, imprese e occupazione.
Il mercato del lavoro italiano continua infatti a mostrare una difficoltà significativa nel reperire determinate professionalità. Un rapporto CNEL-Unioncamere ha rilevato che nel primo semestre 2025 le imprese incontravano difficoltà di reperimento nel 48% dei casi. Le percentuali risultavano particolarmente elevate nel settore metalmeccanico ed elettronico e nei servizi informatici e delle telecomunicazioni.
La questione assume un peso ancora maggiore quando si guarda al Mezzogiorno, dove il divario occupazionale convive con una minore intensità produttiva nei settori ad alta conoscenza.
Il boom delle STEM
“Le competenze STEM e tutto ciò che si connette all’innovazione sono estremamente richieste”, ha sottolineato la ministra, citando l’esperienza dell’Università della Calabria.
Il riferimento trova riscontro anche nelle attività di placement dell’ateneo. Nei mesi estivi del 2026 l’Università della Calabria ha organizzato diversi recruiting day rivolti a laureati e laureandi nei settori dell’informatica, dell’intelligenza artificiale, dell’ingegneria informatica, elettronica, meccanica, delle telecomunicazioni, della robotica e dell’automazione.
Il mercato sembra quindi cercare proprio quelle professionalità che Calderone ha indicato come strategiche.
Oltre il sussidio
Il confronto sul Reddito di cittadinanza resta inevitabilmente sullo sfondo. È stato introdotto nel 2019 come misura di sostegno economico e di contrasto alla povertà. Il sistema oggi è stato sostituito da strumenti differenti, tra cui l’Assegno di inclusione, operativo dal 1° gennaio 2024 e rivolto ai nuclei familiari che presentano specifiche condizioni, come la presenza di minori, persone con disabilità, over 60 o componenti in condizione di svantaggio.
L’attuale impostazione collega il sostegno economico a percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Dal 2026, inoltre, il nuovo Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione interessa anche Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro.
La linea indicata da Calderone parte quindi da una distinzione politica precisa: il sostegno al reddito per chi è in difficoltà da una parte, la creazione di opportunità occupazionali dall’altra.





