Maradona, cosa accadde negli ultimi giorni: i sintomi raccontati in Aula

Gambe e dita gonfie, difficoltà a respirare, pressione alta e battito cardiaco accelerato. Il processo sulla morte di Diego Armando Maradona in corso al Tribunale di San Isidro, al Nord di Buenos Aires, si sta concentrando sui giorni trascorsi nella villetta di Tigre, dove il campione argentino stava proseguendo la convalescenza, dopo l’intervento al cervello.

Maradona, cosa accadde negli ultimi giorni: i sintomi raccontati in Aula (Ansa Foto) – napoli.cityrumors.it

Il medico legale Carlos Cassinelli ha elencato in Aula una serie di sintomi che a suo giudizio avrebbero dovuto far scattare un allarme sanitario. La deposizione risale a ieri, martedì 11 agosto, e insieme a quelle delle ultime settimane contribuisce a costruire un quadro nel quale il gonfiore ricorre più volte, osservato da persone diverse che frequentavano la casa di Maradona.

Il gonfiore segnalato

Cassinelli fa parte della commissione medica che ha esaminato cartelle, documenti e dichiarazioni per costruire le condizioni dell’ex numero 10. Secondo il perito il gonfiore agli arti inferiori e alle dita si accompagnava a dispnea, ipertensione e tachirdardia. Un insieme di elementi che, secondo il suo parere, indicava un possibile rischio grave e che avrebbe meritato un approfondimento maggiore.

Il medico ha descritto un peggioramento progressivo dopo le dimissioni e ha espresso una valutazione negativa sulla scelta dell’assistenza domiciliare, considerata inadeguata rispetto alle condizioni del paziente.

La guardia del corpo

Davanti agli stessi giudici, qualche giorno prima Aníbal Martín Domínguez, storico componente della sicurezza di Maradona, aveva raccontato di aver visto il campione gonfio, con evidenti segni di ritenzione di liquidi e un comportamento diverso al passato. Le conversazioni mostrate in Aula documenterebbero anche segnalazioni inviate a Leopoldo Luque, sul gonfiore al volto e all’addome.

Secondo il racconto della guardia del corpo, il neurochirurgo avrebbe collegato quei sintomi agli effetti dell’operazione. Il 20 novembre 2020, cinque giorni prima del decesso, Maradona volle uscire per un breve giro in furgone. Domínguez lo accompagnò insieme con il nipote Jonathan Espósito. L’episodio, secondo quanto emerso nell’udienza, sarebbe rimasto fuori dai registri medici.

Il racconto del massaggiatore

Nelle scorse udienze è stato ascoltato anche il massaggiatore Nicolás Taffarel, che ha descritto Maradona come un uomo che trascorreva molto tempo a letto, mangiava pochissimo e mostrava una forte perdita di autonomia. Il massaggiatore avrebbe osservato le gambe gonfie e chiesto allo staff sanitario una presenza medica più frequente, ricevendo rassicurazioni in merito.

Il 24 novembre, alla vigilia del decesso, Taffarel avrebbe incontrato Maradona per l’ultima volta. L’ex campione del Napoli appariva ormai provato.

Dodici ore decisive

La morte del Pibe de oro avvenne il 25 novembre 2020. Maradona aveva 60 anni e si trovava nella casa di Tigre dopo un intervento per la rimozione di un ematoma subdurale.

Dodici ore decisive (Ansa Foto) – napoli.cityrumors.it

Le perizie hanno parlato di insufficienza cardiaca, edema polmonare acuto e cardiomiopatia dilatativa. Cassinelli ha affermato che il campione avrebbe attraversato circa 12 ore di sofferenza prima di morire.

Già all’apertura del nuovo processo il pubblico ministero Patricio Ferrari aveva posto queste ore al centro della tesi accusatoria, sostenendo che un trasferimento tempestivo in ospedale avrebbe potuto cambiare l’esito della situazione.

La battaglia in Tribunale

Sette professionisti sanitari sono imputati davanti ai giudici Alberto Ortolani, Alberto Gaig e Pablo Rolón. Sono il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e altri medici, psicologi e responsabili dell’assistenza infermieristica. Tutti respingono le accuse e collegano la morte di Maradona al suo quadro clinico complesso.

Il processo-bis è cominciato ad aprile 2026, dopo che il primo era stato annullato a causa dello scandalo legato alla giudice Julieta Makintach e alle riprese per un documentario.