Il caso degli embrioni si allarga: altre due coppie chiedono dove siano finiti

Si allarga il caso della procreazione medicalmente assistita all’ospedale San Paolo di Napoli. Dopo la coppia che ha scoperto con il test del dna che la figlia nata a giugno 2025 sarebbe biologicamente di altri, altre due famiglie hanno chiesto chiarimenti sulla collocazione degli embrioni crioconservati nella struttura.

Il caso degli embrioni si allarga: altre due coppie chiedono dove siano finiti (Ansa Foto) – napoli.cityrumors.it

Oggi, 17 agosto, i genitori che hanno presentato la prima denuncia sono nuovamente attesi al San Paolo per chiedere la cartella clinica e conoscere l’esatta collocazione dei propri embrioni. Intanto prosegue l’inchiesta della Procura di Napoli, che ha delegato i Nas dei carabinieri a proseguire con gli accertamenti.

Il fascicolo riguarda l’ipotesi di lesioni colpose e punta a ricostruire quello che è accaduto durante le procedure nel centro Pma di Fuorigrotta.

La bimba nata a giugno 2025

Tutta la vicenda è cominciata con una coppia, lui 41 anni, lei 36, già genitori e tornati al San Paolo per avere un secondo figlio con la fecondazione in vitro. La donna avrebbe dovuto ricevere uno dei cinque embrioni crioconservati della coppia. Il 3 giugno è nata una bambina.

I primi dubbi sono emersi dal gruppo sanguigno della neonata. Accertamenti genetici successivi avrebbero poi stabilito l’assenza di un legame biologico con entrambi i genitori. La coppia ha riconosciuto la bambina ed ha dichiarato di volerla crescere. Ma ora i genitori si domandano dove siano localizzati con certezza gli altri quattro embrioni crioconservati.

Altre due coppie chiedono risposte

Nelle ultime ore sono emerse altre due coppie che avevano materiale biologico conservato al centro. Entrambe chiedono chiarimenti sulla collocazione, una di due embrioni, l’altra di tre. Una di loro ha avviato già un procedimenti civile e attende una decisione del giudice prevista per settembre.

Siamo ostaggio dell’azienda ospedaliera, in quanto non sappiamo che fine abbia fatto il nostro materiale biologico crioconservato”, hanno dichiarato i genitori coinvolti nel procedimento.

La posizione dell’Asl

Il 13 agosto l’Asl Napoli 1 Centro in una nota ha spiegato che il primo caso riguarda un errore nella procedura di impianto, ed ha precisato che gli embrioni della prima coppia non sarebbero stati trasferiti in altre donne.

La posizione dell’Asl – napoli.cityrumors.it

L’azienda sanitaria ha anche riferito di aver sospeso tutte le attività del centro dopo la segnalazione, attivato un audit clinico, un gruppo ispettivo multidisciplinare e le comunicazioni agli organismi regionali e nazionali competenti.

Il centro è stato poi riorganizzato completamente a livello strutturale, tecnologico e organizzativo, con interventi sulla criobanca e sul laboratorio di seminologia ed embriologia. L’Asl ha indicato ufficialmente il San Paolo come sede del proprio centro di Medicina della riproduzione, dono sono eseguite anche procedure Fivet e Icsi.

Il lavoro di Procura e Nas

L’indagine è coordinata dalla Procura di Napoli e gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri dei Nas. Inquirenti e investigatori stanno lavorando sulla documentazione del centro, sui percorsi delle coppie e sulla gestione del materiale crioconservato.

Dovrà essere chiarito quale embrione sia stato usato per la gravidanza conclusa a giugno 2025 e trovare la collocazione di quelli che appartengono alle famiglie che ora chiedono risposte.

L’Asl ha dichiarato di voler collaborare pienamente con la magistratura. Intanto le Pma sono ripartite dalla prima settimana di agosto, mentre la completa riattivazione del centro è legata alle ultime certificazioni.