Pnrr, Campania al 16,8%: la classifica delle province

La Campania resta nelle ultime posizioni italiane per lo stato di attuazione del Pnrr. Secondo il dossier del Servizio studi di Camera e Senato, aggiornato a luglio, soltanto il 16,8% dei finanziamenti regionali è associato a progetti conclusi, mentre l’83,2% riguarda interventi ancora in corso. Le risorse complessive considerate raggiungono 14,99 miliardi di euro.

Cosa significa davvero il 16,8%

Nel monitoraggio vengono conteggiati sia gli interventi localizzati interamente in Campania sia la quota regionale dei progetti distribuiti su più territori. Le grandi infrastrutture possono assorbire centinaia di milioni di euro e incidere sulla percentuale molto più di numerosi interventi di dimensioni ridotte.

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Nel confronto nazionale la Campania precede di poco la Sicilia, ferma al 16,7%, il Molise al 15,9%, la Calabria al 15,6% e la Liguria al 10,2%. Il Trentino-Alto Adige raggiunge invece il 46,4% dei finanziamenti associati a interventi conclusi.

La classifica delle province campane

Passando alle province, Avellino occupa il primo posto con il 33,9%. Seguono Salerno al 24,8% e Caserta al 24,4%, separate da meno di mezzo punto. Napoli si ferma al 18,5%, mentre Benevento chiude la graduatoria regionale con il 18,1%.

Anche questa classifica va collegata alla composizione degli investimenti. Una provincia con molti progetti piccoli e già rendicontati può ottenere una percentuale più alta rispetto a un territorio nel quale si concentrano infrastrutture, strutture sanitarie o programmi di rigenerazione urbana dal valore maggiore.

I settori dove pesano le opere aperte

La parte più consistente dei finanziamenti campani riguarda infrastrutture e trasporti, transizione ecologica, scuola, università, ricerca e sanità. Sono gli ambiti nei quali i tempi tecnici risultano generalmente più lunghi: occorrono progettazione, affidamento dei lavori, esecuzione, collaudo e certificazione della spesa.

La percentuale regionale evidenzia quindi un problema di completamento e rendicontazione e, da sola, lascia indistinto lo stato aggiornato dei singoli cantieri. Un blocco effettivo emerge da atti recenti del soggetto attuatore, verbali di sospensione, scadenze superate oppure dati puntuali sugli stati di avanzamento. Soltanto questi elementi consentono di passare dalla categoria generale di progetto aperto a quella di cantiere bloccato.

Le prossime verifiche sul Pnrr

La fase decisiva riguarda ora la chiusura amministrativa degli interventi e il caricamento dei documenti che certificano lavori, forniture e servizi. Un’opera completata fisicamente può restare classificata “in corso” fino alla registrazione degli atti, mentre un progetto con pagamenti elevati può richiedere ancora attività essenziali prima dell’apertura al pubblico.

Sul dato è intervenuto Severino Nappi, vicecoordinatore della Lega in Campania, che attribuisce il ritardo alla gestione regionale e parla di «clamorosa incapacità». Si tratta di una valutazione politica. Il dossier parlamentare certifica le percentuali, mentre l’attribuzione delle responsabilità richiede l’analisi dei singoli programmi e dei rispettivi soggetti attuatori.

Il prossimo aggiornamento dovrà chiarire quanta parte dell’83,2% sia arrivata alla conclusione materiale, quanti progetti attendano soltanto la rendicontazione e quali interventi richiedano una nuova copertura finanziaria o tempi aggiuntivi.