Ictus a 95 anni, salvata al Moscati: la corsa contro il tempo che le ha restituito la vita

Venti minuti possono cambiare il destino di una persona colpita da ictus. Al Moscati di Avellino ne sono bastati circa venti per portare in sala angiografica Guglielmina, una donna di 95 anni arrivata in ospedale con l’occlusione di una grossa arteria cerebrale. La paziente è stata sottoposta a trombectomia meccanica, ha recuperato rapidamente ed è già tornata nella sua casa di Lioni.

Ictus a 95 anni, salvata al Moscati: la corsa contro il tempo che le ha restituito la vita (Foto di Facebook-Moscati) – napoli-cityrumors.it

La donna, autonoma nella vita quotidiana, era stata colpita da un grave ictus giovedì scorso. Dopo essersi svegliata regolarmente intorno alle 6, circa mezz’ora più tardi è stata trovata in stato soporoso, con difficoltà nel parlare e nel muovere gli arti.

La chiamata al 118 e l’arrivo al Moscati

I familiari hanno chiamato subito il 118. Durante il trasferimento verso Avellino, gli operatori hanno avvertito il neurologo di turno, consentendo all’ospedale di preparare l’accoglienza. All’arrivo al pronto soccorso è stato attivato il percorso ictus e Guglielmina è stata accompagnata direttamente in sala Tac, dove erano già presenti i neuroradiologi.

Gli esami hanno rilevato l’occlusione di un grosso vaso arterioso. Il quadro risultava complesso per la presenza di diabete, cardiopatia ipertensiva, fibrillazione atriale, un recente scompenso cardiaco e una terapia anticoagulante.

Il trombo aspirato in sala angiografica

Neurologi e neuroradiologi hanno valutato i rischi, si sono confrontati con la famiglia poi, affiancati dagli anestesisti, hanno scelto la trombectomia. Questa procedura ha permesso di aspirare i coagulo e ripristinare il flusso di sangue al cervello.

Dopo circa venti minuti dall’arrivo in ospedale, la paziente era già in sala angiografica”, ha spiegato Florindo D’Onofrio, responsabile della Stroke Unit. Nel caso di una persona molto anziana, ha aggiunto, la decisione terapeutica deve considerare condizioni cliniche, autonomia precedente e possibilità di recupero.

Alla dimissione la Guglielmina era vigile, parlava normalmente e si mangiava da sola. Restavano un lieve rallentamento e un minimo deficit di forza agli arti destri. I fisiatri hanno predisposto un programma di riabilitazione domiciliare.

I segnali dell’ictus da riconoscere

Bocca storta, perdita improvvisa di forza a un braccio o a una gamba, difficoltà nel parlare o nel comprendere le parole sono i segnali più frequenti. Possono comparire anche disturbi improvvisi della vista, perdita dell’equilibrio o un mal di testa violento e insolito.

Il Ministero della Salute raccomanda di chiamare immediatamente il 112 o il 118. L’orario di comparsa dei sintomi va riferito ai soccorritori: questa informazione aiuta gli specialisti a scegliere il trattamento adatto. La rapidità del percorso, dal territorio alla Stroke Unit, può ridurre il danno cerebrale e le conseguenze invalidanti.