Le temperature eccezionali e la persistente assenza di precipitazioni stanno mettendo a dura prova l’intero equilibrio naturale del territorio campano.
Gli incendi estivi e la drammatica riduzione delle fonti d’acqua disponibili espongono la fauna selvatica a un livello di stress senza precedenti. Le condizioni estreme dell’ambiente naturale rischiano di subire il colpo di grazia con l’imminente riapertura della consueta stagione venatoria.

“Raccolgo e condivido l’appello del Wwf Italia – ha dichiarato Raffaele Aveta in merito alla crisi climatica – ed è necessario sospendere l’attività venatoria nel mese di settembre per tutelare la fauna selvatica“. Il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, che ricopre anche il ruolo di presidente della VIII Commissione permanente del Consiglio regionale della Campania per Agricoltura, Caccia e Pesca, ha tracciato un quadro allarmante della situazione ecologica.
“Gli animali selvatici sono già sottoposti a condizioni estreme – ha spiegato Aveta – a causa della carenza idrica, delle alte temperature e della riduzione delle risorse naturali disponibili“. L’avvio delle attività dei cacciatori in un contesto ecologico così fragile andrebbe ad aggravare profondamente lo stato di sofferenza in cui versano le diverse specie che popolano i boschi e le campagne della regione.
Il parere ignorato dell’Ispra e il contrasto con le misure di emergenza per il settore agricolo
Il dibattito sulla sospensione temporanea dei fucili si intreccia direttamente con le direttive degli enti scientifici nazionali e con le recenti decisioni politiche prese dall’amministrazione. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) aveva infatti elaborato un parere specifico sulle tempistiche ottimali. L’ente di ricerca raccomandava ufficialmente di posticipare l’avvio di qualsiasi attività venatoria a non prima del primo giorno di ottobre.
“La Regione ha già riconosciuto la gravità dell’emergenza climatica intervenendo a sostegno del comparto agricolo – ha sottolineato Aveta – ed è doveroso adottare la stessa sensibilità nei confronti della fauna selvatica“. La tutela della biodiversità rappresenta una priorità assoluta per le istituzioni del territorio, specialmente quando si verificano eventi meteorologici e climatici di portata straordinaria che alterano irrimediabilmente gli habitat naturali.

Il quadro normativo vigente prevede esplicitamente strumenti legali per intervenire tempestivamente. “La legge prevede la possibilità di limitare o sospendere l’attività venatoria – ha ricordato il presidente della Commissione – quando sopravvengono condizioni ambientali e climatiche eccezionalmente avverse“. Lo scenario ecologico attuale rispecchia fedelmente i parametri dettati dalla legislazione per far scattare i divieti temporanei di caccia a protezione dell’ambiente.
“La caccia è un’attività che può e deve tenere conto delle condizioni ambientali – ha ribadito il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle – e in questo momento servono responsabilità e buon senso“. Il mantenimento degli equilibri naturali impone scelte drastiche e immediate da parte degli organi decisionali competenti in materia di gestione faunistica, per arginare i danni collaterali causati dal riscaldamento globale in corso.





