Posticipare al primo ottobre l’apertura delle scuole in Campania, evitando che studenti, insegnanti e personale rientrino in edifici ancora esposti alle temperature elevate. La richiesta parte da Agropoli, dove una docente ha presentato un’istanza urgente alle istituzioni nazionali e locali e promosso una petizione popolare.
Il calendario regionale fissa l’inizio delle lezioni per martedì 15 settembre 2026, ma il caldo anomalo e gli elevati livelli di umidità hanno riaperto il confronto sulle condizioni degli istituti, molti dei quali risultano sprovvisti di impianti di climatizzazione adeguati.
A promuovere l’iniziativa è Maria Cuono, docente di Lettere dell’Istituto di istruzione superiore Vico-De Vivo di Agropoli. L’insegnante ha inviato l’istanza ai vertici istituzionali e segnalato alla Presidenza del Consiglio la petizione pubblicata sulla piattaforma Change.org.
La raccolta di firme chiede di spostare l’avvio delle lezioni dal 15 settembre al primo ottobre e di intervenire sugli edifici scolastici attraverso l’installazione di sistemi di climatizzazione. L’obiettivo dichiarato consiste nel garantire ambienti adatti all’apprendimento e condizioni di lavoro sostenibili.
Nei documenti trasmessi alle autorità, la docente sostiene che temperature e umidità elevate, insieme alle carenze strutturali degli edifici, possano compromettere le condizioni di salute e sicurezza previste dal decreto legislativo 81 del 2008.
“Il persistere di questo caldo mette a repentaglio il benessere psicofisico di tutta la comunità scolastica”, ha dichiarato Cuono, chiedendo un intervento tempestivo anche al sindaco di Agropoli in presenza di rischi termoigrometrici documentati.
La mobilitazione mette al centro un problema destinato a riproporsi con maggiore frequenza: numerosi edifici sono stati progettati per affrontare soprattutto il freddo invernale, mentre l’aumento delle temperature rende più difficile svolgere le attività durante le ultime settimane estive.
La Regione ha previsto per l’anno scolastico 2026-2027 l’inizio delle lezioni il 15 settembre e la conclusione l’8 giugno per le scuole primarie e secondarie. Le attività dell’infanzia termineranno invece il 30 giugno. Il calendario comprende 204 giorni di lezione, ridotti a 203 quando la festa del patrono ricade durante l’attività didattica.
Al momento il calendario resta confermato e la petizione rappresenta una richiesta, priva di effetti automatici sulle date. Un eventuale rinvio richiederebbe quindi un provvedimento delle autorità competenti oppure interventi locali motivati da specifiche condizioni di rischio.
La discussione supera così la singola data di settembre e coinvolge la capacità degli edifici scolastici di adattarsi al cambiamento climatico. Climatizzazione, isolamento termico, ombreggiamento e ventilazione diventano elementi centrali per garantire continuità alle lezioni durante periodi sempre più caldi.
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