Il corpo di Matteo Carfora sarà riesumato e sottoposto ad autopsia. Lo ha disposto il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Angela Mennella, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del diciassettenne di Maddaloni, in provincia di Caserta. Il ragazzo precipitò dal terzo piano della propria abitazione, in via Gramsci, il 9 aprile 2025.
Il giudice ha inoltre concesso alla Procura e alla polizia giudiziaria altri sei mesi di indagini. L’obiettivo è verificare se la morte possa essere effettivamente ricondotta a un gesto volontario e chiarire alcuni aspetti della vicenda rimasti ancora senza una risposta definitiva.
La riesumazione permetterà di svolgere nuovi accertamenti medico-legali sulla salma del giovane. L’autopsia dovrà fornire elementi utili per ricostruire la dinamica della precipitazione e valutare le circostanze nelle quali avvenne la caduta dal terzo piano.
Il provvedimento del gip prevede anche l’esecuzione di esami tossicologici, destinati ad accertare le condizioni di Matteo nelle ore precedenti alla morte. La decisione non dimostra l’esistenza di uno scenario alternativo, ma punta a verificare scientificamente l’ipotesi formulata inizialmente e a colmare le lacune emerse durante l’attività investigativa.
Uno dei filoni riguarda un episodio risalente al 6 aprile 2025, tre giorni prima della morte. Quella sera Matteo sarebbe rimasto coinvolto in un litigio con un altro ragazzo all’esterno di un bar di Maddaloni.
Gli investigatori dovranno approfondire la dinamica dell’alterco e stabilire se possa avere avuto qualche collegamento con quanto accaduto successivamente. Al momento, la rilevanza dell’episodio resta interamente da accertare.
Il giudice ha chiesto inoltre di ascoltare nuovamente alcune persone informate sui fatti. Secondo quanto riportato nel provvedimento, parte delle dichiarazioni raccolte presenterebbe elementi non coincidenti. I nuovi interrogatori serviranno quindi a confrontare le diverse versioni e a verificare eventuali contraddizioni.
Un ulteriore approfondimento riguarderà i filmati degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini potrebbero consentire di ricostruire gli spostamenti compiuti da Matteo in sella a una e-bike e di identificare la targa e il conducente di una Fiat 500. Il ruolo di questi elementi nella vicenda dovrà essere chiarito attraverso i nuovi accertamenti.
Il padre del diciassettenne è assistito dall’avvocato Francesco Liguori, mentre il fratello Domenico Carfora è rappresentato dall’avvocato Sergio Pisani. La riesumazione e l’autopsia segnano dunque una nuova fase dell’inchiesta, senza anticiparne l’esito: saranno i risultati degli esami e delle altre attività disposte dal gip a stabilire se la ricostruzione iniziale debba essere confermata oppure approfondita ulteriormente.
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