Sabato 3 ottobre 2026, alle ore 14.45, la Sala Diamante di Palazzo Reale a Napoli ospita la presentazione ufficiale di “Volevo essere strano”, il primo saggio in assoluto dedicato alla figura di Lucio Corsi, firmato dal saggista Donato Zoppo ed edito da Aliberti Compagnia Editoriale.
Nel corso dell’evento inserito nel programma del Campania Libri Festival, l’autore analizza la traiettoria del cantautore insieme al giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, ricostruendo l’ascesa di un performer capace di trionfare a Sanremo con il brano “Volevo essere un duro” e di affermarsi come l’artista più cercato su Google nel 2025.
La ricostruzione di Donato Zoppo esamina il percorso artistico di Corsi partendo dalla Maremma fino ai palcoscenici del tour europeo, passando per i successi discografici di “Cosa faremo da grandi?” e “La gente che sogna”.
L’opera mette in luce le radici culturali di un autore che intreccia la lezione di David Bowie e Marc Bolan con la tradizione cantautorale di Ivan Graziani, Lucio Battisti, Renato Zero e Paolo Conte. Attraverso quattro album e centinaia di concerti, il performer si inserisce nella linea dei grandi eccentrici del Festival di Sanremo, accanto a figure storiche come Vasco Rossi, Rino Gaetano ed Elio e le Storie Tese.
“La musica è come lo yoga – osserva Donato Zoppo nella sua analisi fondamentale – ed è buona quando si esprime in purezza, libera dalla zavorra del risultato e dall’assillo del consenso“.
Il volume ripercorre le tappe salienti della carriera del cantautore toscano, incluse le collaborazioni strategiche con Francesco Bianconi dei Baustelle e con il regista Tommaso Ottomano.
L’analisi editoriale, arricchita dalla prefazione scritta da Francesco Bianconi e dalla copertina firmata dal grafico Alessio Vitelli, traccia la crescita di un cantautore rimasto fedele alla propria identità estetica e sonora. Dalla gioventù trascorsa a Vetulonia fino al trasferimento a Milano, la narrazione documenta le fasi di una carriera in piena evoluzione rock.
Zoppo, già autore di volumi dedicati a Lucio Battisti, CSI e Litfiba, nonché firma dei magazine Audio Review e Jam, svela i dettagli dietro la maschera pittata di bianco del musicista. Il libro illustra come la combinazione tra chitarre elettriche, citazioni surreali e influenze internazionali abbia trasformato un’anomalia della musica leggera italiana in un fenomeno discografico internazionale.
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