Giovanissimo fu scelto da Roberto Benigni per la pellicola che poi vinse l’Oscar come miglior film straniero. È quasi irriconoscibile
Il 20 dicembre del 1997 usciva nelle sale La vita è bella, uno dei film che hanno fatto la storia del cinema. Roberto Benigni, attore e regista per l’occasione, riuscì addirittura a portare a casa un Oscar, trionfando nella sezione Miglior film straniero. Nel cast oltre a Nicoletta Braschi anche Giorgio Cantarini, che all’età di cinque anni fu scelto per interpretare il figlio dei due protagonisti, Giosuè.
Sono passati quasi trent’anni da quell’incredibile avventura eppure ha lasciato un segno indelebile nel suo cuore, come ammesso ai microfoni di Repubblica in una recente intervista: “L’ho visto innumerevoli volte, lo conosco a memoria. L’ho guardato crescendo e ogni volta capivo qualcosa in più. Il finale mi emoziona sempre, piango, anche perché so di far parte di qualcosa di grande, che semplicemente mi accadde”.
Oggi ha 31 anni Giorgio Cantarini, ne sono trascorsi ben 26 da quell’incredibile avventura al fianco di Roberto Benigni e Nicoletta Braschi de La vita è bella. Il suo personaggio, Giosuè, è rimasto impresso per sempre nella memoria collettiva: “Mi ha accompagnato sempre. Non posso prescindere da lui e non sarebbe giusto, fa parte di me ed è un grande orgoglio. Lui viene prima? Va bene, lo accetto, mi è capitata una cosa molto bella e non c’è nulla di male”, ha spiegato senza troppi giri di parole.
Non ha paura che l’etichetta gli rimanga appiccicata addosso per sempre, anzi: “Il bambino del film è nella nostra memoria, e per me significa anche una grossa responsabilità. Io e Giosuè abbiamo vissuto fasi diverse, per così dire, del nostro rapporto, ma adesso sappiamo qual è il posto di ciascuno. Davvero non sono prigioniero di quel ruolo”. Dopo quell’esperienza decise di provarci sul serio, finito il liceo si è iscritto al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma per poi lavorare sia al cinema che a teatro.
Da tempo vive a New York, la sua ultima apparizione è in Comandante, il film uscito nelle sale da pochissimo con protagonista Pierfrancesco Favino. Ma è solo uno dei tanti progetti ai quali ha preso parte, nell’intervista a Repubblica ricorda i più recenti come Lions dont’ hug di Stella Saccò e A.P. Giannini – Bank to the future.
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