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Cronaca

TikTok, Gratteri senza mezzi termini: “E’ diventato la vetrina della mafia”

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Arianna Di Pasquale

Il procuratore Nicola Gratteri è stato chiaro: “I social per i mafiosi sono una sfida alle istituzioni, un’esternazione di arroganza”.

“TikTok è la vetrina delle mafie – avverte il procuratore Nicola Gratteri -. Si fanno vedere ricchi, firmati, con tanti soldi e dicono ‘noi siamo il nuovo modello, vuoi diventare come noi?”’, spiega il capo dei pm del Centro direzionale intervistato a “Timeline” su Rai 3.

Il procuratore Nicola Gratteri – Napoli Cityrumors.it (Ansa)

 

“I giovani non strutturati – aggiunge – si trovano avviluppati e pensano che quello sia il loro futuro. I social per i mafiosi sono una sfida alle istituzioni, un’esternazione di arroganza”. A confermare queste parole anche il recente caso che vede protagonista la sorella di Giuseppe Valda il ventenne accusato di aver ucciso un anno fa agli chalet di Mergellina l’incolpevole pizzaiolo Francesco Pio Maimone.

Maia sui social: la situazione

La ragazza, imputata nello stesso processo per per aver riaccompagnato il fratello armato dopo l’omicidio, era agli arresti domiciliari e ha pubblicato alla vigilia dell’udienza un video accompagnato dalla voce di un rapper che inneggiava alla mafia.

L’episodio che ha riguardato Valda, che ha pagato la violazione con un’ordinanza che l’ha fatta finire in carcere, ha spinto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, a portare la questione in Parlamento contestando che la piattaforma, fino a quel momento, non aveva ancora rimosso il video di Giuseppina. “Purtroppo, TikTok diventa sempre più il megafono della criminalità e la passerella dove sfilano camorristi e assassini”, aveva affermato.

Il capo dei pm del Centro direzionale Nicola Gratteri – Napoli Cityrumors.it (Ansa)

 

Invece Gratteri con le ultime dichiarazioni ha rimarcato l’allarme che aveva lanciato nei giorni scorsi ai microfoni della trasmissione radiofonica ‘Ping Pong’: “I giovani oggi utilizzano TikTok e Facebook per confezionare clip e mandare messaggi emulativi o di altro tipo, anche attraverso le canzoni neomelodiche, talvolta il rap serve per irretire e mandare messaggi in codice alle altre cosche”.

Arianna Di Pasquale

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