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Cronaca

Sara e Lyuba, le due vittime del killer di Pollena Trocchia: ecco chi erano le donne uccise nel cantiere abbandonato

Published by
Francesco Ferrigno

Sara e Lyuba sono le vittime del killer, reo confesso, Mario Landolfi, marito e padre, con precedenti per droga.

Entrambe, a ventiquattr’ore di distanza l’una dall’altra, sono state lanciate nel vuoto in un cantiere edile abbandonato a Pollena Trocchia per lo stesso motivo: il compenso per un rapporto sessuale maggiorato rispetto a quanto pattuito.

Sara e Lyuba, le due vittime del killer di Pollena Trocchia: ecco chi erano le donne uccise nel cantiere abbandonato (FACEBOOK FOTO) – NapoliCityrumors.it

Sara aveva 29 anni ed era di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. Lubya, 49 anni, era ucraina. Le due donne, che si prostituivano nell’area industriale di Gianturco, sono state identificate dai carabinieri attraverso le impronte digitali rilevati sull’auto del loro assassino, una Opel Corsa grigia. Erano entrambe senza fissa dimora.

Il 48enne Landolfi ha confessato ai militari di averle fatte cadere nel vuoto in punti diversi del cantiere dopo una lite per il pagamento delle prestazioni: 50 euro in più rispetto ai 50 richiesti inizialmente, la prima; 115 euro contro gli 80 pattuiti, la seconda, perché la donna avrebbe voluto anche 35 euro per consumare il rapporto in albergo, che Landolfi le ha però negato.

Il luogo dei due omicidi è noto nel Vesuviano come il posto isolato e disabitato

L’assassino è stato individuato grazie al fondamentale apporto di due testimonianze che erano in zona: una coppia che ha lanciato l’allarme quando, dopo aver visto arrivare in auto con una donna, l’hanno rivisto tornare ma da solo, una ventina di minuti di più tardi, con una borsetta bianca in mano. Uno dei due l’ha anche riconosciuto, l’aveva già visto a Sant’Anastasia, comune del Vesuviano che dista appena qualche chilometro da PollenaTrocchia, dove LaAdolfi risulta essere residente.

I loro sguardi si sono incrociati e il testimone, un giovane, ha scattato anche una foto della vettura in cui era visibile la targa. In caserma poi, il ragazzo non ha esitato quando gli è stata mostrata la foto di quell’uomo di altezza media, corporatura robusta e calvo. I militari l’hanno così individuato e preso a casa, dove la moglie ha fornito alcune conferme circa gli orari in cui il marito, consumatore di cocaina, era assente.

Il luogo dei due omicidi è noto nel Vesuviano come il posto isolato e disabitato dove prostitute e tossicodipendenti scelgono di appartarsi. Abbandonato da decenni, sulle pareti si possono leggere frasi violente, frasi d’amore e anche benauguranti, come quella che recita “Benvenuto in paradiso“.

Francesco Ferrigno

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