Ancora un incidente stradale in pieno centro. Una donna è stata investita e uccisa dopo aver accompagnato i figli a scuola. Fermato il conducente
Aveva appena lasciato i figli a scuola e stava tornando a casa in attesa di ritornare a riprenderli al termine delle lezioni. Ma i due bambini all’uscita non vedranno la loro mamma. La 42enne, infatti, è stata travolta da un’auto nei pressi del parcheggio Brin e per lei non c’è stato niente da fare.
Secondo le prime informazioni, la donna stava attraversando sulle strisce pedonali per raggiungere l’altro marciapiede quando una vettura l’ha travolta in pieno. La vittima è sbalzata di 10 metri e non c’è stato niente da fare. Il personale medico è intervenuto subito sul posto, ma ormai era troppo tardi. La donna è morta sul colpo.
Alla guida dell’auto c’era un ragazzo di 22 anni. La Fiat Panda stava viaggiando all’interno della corsa riservata e non è chiaro il motivo per cui non è riuscito ad evitare l’impatto. La polizia locale, intervenuta sul posto subito dopo l’incidente, ha disposto il sequestro del veicolo per valutare eventuali problemi meccanici e il ritiro della patente al giovane.
Il conducente, che si è immediatamente fermato in stato di shock, è stato trasportato per i classici esami alcolemici e tossicologici. Nelle prossime ore sarà ascoltato dagli inquirenti per ricostruire meglio la dinamica dell’incidente. La tragedia, si tratta della 21esima vittima di incidenti stradali a Napoli, ha provocato disagi alla circolazione. La zona dell’incidente è stata chiusa per effettuare tutti i controlli del caso.
La situazione del traffico ora piano piano sta ritornando alla normalità in una Napoli assolutamente sconvolta da questo ennesimo incidente stradale avvenuto in pieno centro.
Sono 21 le vittime degli incidenti stradali a Napoli e la morte della donna è avvenuto qualche giorno dopo quella di 74enne, investito e ucciso nella giornata di sabato. Un’emergenza alla quale il procuratore di Napoli Gratteri vede solamente una soluzione: aumentare le pene minime.
“Bisogna aumentare le condanne minime e potenziare le telecamere e i rilevatori di targa – spiega il magistrato, citato da Fanpage – noi interveniamo un minuto dopo il fatto, ma c’è bisogno di più vigili urbani in strada e strumenti nuovi. L’inasprimento della pena non è una soluzione se non avviene fatto insieme al minimo degli anni da trascorrere in carcere. Ormai queste persone si fanno uno o due mesi in cella per poi andare ai domiciliari“.
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