Analisi tattica del 4-0 tra Napoli e Cremonese: le chiavi del dominio azzurro al Maradona, la gestione dei blocchi bassi e l’impatto delle palle inattive nel successo di ieri.
Napoli-Cremonese 4-0: La maturità di Conte e il “fattore De Bruyne” che decide la volata Champions. Non è stato il solito Napoli, e non è stata la solita vittoria, nell’anticipo del venerdì sera per la trentaquattresima giornata di Serie A. Il 4-0 rifilato alla Cremonese allo Stadio Diego Armando Maradona ha mostrato il vero potenziale della squadra azzurra, che però non ha mai potuto essere mostrato per via dei tanti infortuni subiti in stagione. A ranghi quasi completi invece, la compagine azzurra ha dimostrato che quest’anno avrebbe potuto dire la sua per la lotta al tricolore, che invece ora la vede ormai tagliata fuori da ogni discorso.
Manca troppo poco alla fine del campionato, solo quattro turni per gli azzurri e cinque per l’Inter capolista. Che, in caso di vittoria, non conquisterebbe aritmeticamente il tricolore perché sulla carta resterebbe possibile la rimonta dei partenopei al massimo per lo spareggio scudetto. All’atto pratico però questo è uno scenario ormai utopistico. C’è rammarico perché gli infortuni hanno tolto al Napoli almeno 8-10 punti, in una annata che ha visto gli azzurri conquistare anche la Supercoppa Italiana. Ma alla luce di tutto ciò, la stagione alla fine non è da considerarsi negativa. E c’è una base molto solida sulla quale ripartire nella prossima stagione.
Il sodalizio campano ha concluso l’incontro con ben 26 tiri effettuati verso la porta ospite. I grigiorossi hanno invece concluso solo in 4 occasioni, con zero azioni offensive create all’intervallo. Non proprio il massimo per una squadra che deve salvarsi e che, nel girone di ritorno, è letteralmente crollata dopo avere ben figurato nella prima parte di campionato.
Sul piano tecnico l’intesa “dei due di Manchester”, l’ex United McTominay e l’ex City De Bruyne, è al massimo storico possibile. Il belga ha fornito allo scozzese il pallone per l’1-0, poi anche il buon Kevin ha spesso usufruito di tentativi di assist da parte di Scott: sono loro due ad avere costruito la terza rete azzurra, che è valsa per De Bruyne il suo primo gol su azione con la maglia del Napoli.
La statistica chiave del match non sono i tiri in porta, ma la posizione media dei centrocampisti azzurri: Lobotka ha agito quasi da terzo centrale aggiunto, permettendo a McTominay e Gutierrez di schiacciare la linea difensiva di Giampaolo.
La Cremonese di Marco Giampaolo aveva iniziato con coraggio, cercando di togliere respiro al palleggio partenopeo. Ma l’autogol di Terracciano su tiro di Hojlund al 45′, propiziato da una giocata di forza dell’attaccante danese, ha spezzato l’equilibrio psicologico. Perdere la bussola a pochi secondi dall’intervallo, subendo poi il tris immediato di De Bruyne, è un errore di gestione dei momenti che in Serie A si paga a caro prezzo.
Il poker firmato da Alisson Santos al 52′ è la ciliegina sulla torta di una serata perfetta. Il giovane brasiliano rappresenta la transizione riuscita del Napoli: meno dipendenza dai singoli, più fluidità di sistema. Con questa vittoria, il Napoli sale a 69 punti, scavalcando momentaneamente il Milan al secondo posto e blindando, di fatto, la qualificazione alla prossima Champions League.
Ed Alisson sarà di sicuro un punto fermo dell’avvenire partenopeo: costato solamente qualche milione, ricorda a molti il Pocho Lavezzi per movenze, anche se Alisson sembra inquadrare decisamente meglio la porta pur avendo un pizzico di esplosività in meno dell’argentino ancora molto amato a Napoli.
Per la Cremonese la corsa salvezza diventa una montagna ripidissima: ferma a 28 punti, dovrà giocarsi il tutto per tutto nelle ultime quattro giornate, sperando in passi falsi del Lecce, che ad oggi ha una partita in meno a parità di punti. Per il Napoli, invece, il finale di stagione servirà a consolidare la nuova identità tattica in vista di un’estate che si preannuncia caldissima sul fronte mercato. E non c’è dubbio: nella rincorsa al secondo posto i campani sono favoriti sul Milan.
L’Autore
Salvatore Lavino è un giornalista professionista che dal 2009 analizza i fatti del mondo con occhio critico e poliedrico. Nella sua lunga carriera ha esplorato ogni ambito dell’informazione: dall’attualità alla cronaca, passando per la politica e lo sport. La sua scrittura versatile spazia con la stessa precisione dalle news di intrattenimento e cultura fino ai segreti della cucina, offrendo ai lettori un’informazione sempre imparziale e accurata.
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