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Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi: smettila di farti venire il mal di pancia per niente

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Italia Murolo

Perché ci ostiniamo a spingere le rogne sempre un po’ più in là nel calendario quando sappiamo benissimo che torneranno a trovarci con gli interessi.

Alzi la mano chi non ha mai detto la frase magica: “Sì, vabbè, questa cosa la sistemo domani mattina con calma”. Siamo diventati tutti dei campioni olimpici di salto della responsabilità. Che sia quella bolletta da pagare, la lampadina del corridoio che lampeggia da una settimana o quella telefonata noiosa che proprio non abbiamo voglia di fare, la nostra mente è un genio a inventare scuse bellissime. Ci sentiamo quasi sollevati in quel momento, come se avessimo vinto un premio, ma la verità è che ci stiamo solo scavando la fossa da soli.

non rimandare a domani quello che puoi fare oggi napoli.cityrumors.it

Il fatto è che le cose che rimandiamo non è che spariscono nel nulla, restano lì, appoggiate in un angolo del cervello a farci venire l’ansia ogni volta che ci passiamo vicino. Io per esempio ho passato un mese intero a dire che avrei pulito il garage “sabato prossimo”. Risultato? Ogni volta che entravo in macchina mi sentivo in colpa, guardavo quel disordine e mi rovinavo la giornata ancora prima di iniziare. Alla fine ho capito che il tempo che avevo passato a preoccuparmi era dieci volte superiore a quello che ci ho messo per buttare via quattro scatoloni vecchi.

La trappola del non rimandare a domani quello che puoi fare oggi

Ma perché ci caschiamo sempre come fessi? Il punto è che il nostro cervello è un po’ pigro e preferisce il piacere subito piuttosto che la soddisfazione dopo. Rimandare ti dà un sollievo immediato, una specie di vacanza lampo dal dovere. Solo che è una vacanza con lo zaino pieno di sassi. Gli esperti dicono che questa cosa si chiama procrastinazione, ma noi possiamo chiamarla semplicemente “voglia di fare niente”. Quando diciamo che non rimandare a domani quello che puoi fare oggi è un consiglio saggio, lo facciamo perché sappiamo che l’accumulo di impegni è il peggior nemico del nostro tempo libero.

Se ci pensi, la maggior parte delle cose che ci pesano sono cavolate che portano via al massimo dieci minuti. Eppure, le facciamo diventare dei mostri giganti solo perché continuiamo a spostarle sulla lista delle cose da fare. È una specie di palla di neve che rotola: oggi è una mail, domani sono tre, dopo una settimana hai la casella di posta che esplode e ti viene voglia di buttare il computer dalla finestra. La realtà è che la fatica di fare una cosa subito è minima rispetto allo stress di doverla gestire quando è diventata un’urgenza con l’acqua alla gola.

Come riuscire a non rimandare a domani quello che puoi fare oggi senza impazzire

Per uscirne non serve diventare dei soldatini svizzeri, basta un po’ di furbizia. Io ho adottato la regola dei due minuti: se una cosa ci metto meno di centoventi secondi a farla, la faccio all’istante senza nemmeno stare a pensarci. Lavare quella tazzina, dare un colpo di scopa in cucina o rispondere a un messaggio veloce. Se lo fai subito, sparisce dal radar e non ti tormenta più. Un’altra tecnica buona è quella di togliersi il dente amaro appena svegli: fai la cosa che ti fa più schifo per prima, così il resto della giornata è tutta in discesa e ti senti pure un mezzo eroe.

Bisogna pure imparare a non essere troppo duri con se stessi, altrimenti l’ansia raddoppia e non si combina più niente. A volte capita che proprio non ce la fai, e va bene così, ma non deve diventare la regola della vita. Il trucco vero è capire che il “domani” non è un posto magico dove avrai più voglia, più tempo o più energia. Sarai la stessa persona di oggi, solo con una rottura di scatole in più da gestire. Se riesci a fregare la pigrizia sul tempo, ti accorgi che la serata sul divano ha tutto un altro sapore se sai che non hai pendenze che ti aspettano nell’ombra.

Io lo so che è difficile, ci combatto ogni giorno pure io con la voglia di stravaccarmi e far finta che i problemi non esistano. Però, a forza di provare, ho capito che la libertà vera non è fare quello che vuoi, ma non avere niente che ti rincorre. Meglio un quarto d’ora di fatica adesso che tre ore di fegato marcio domani sera perché si è accumulato tutto.

Quindi, la prossima volta che stai per dire “lo faccio dopo”, fermati un secondo e prova a farlo ora. Magari non ti cambia la vita, ma sicuramente ti fa dormire più tranquillo. E poi, diciamocelo, la soddisfazione di spuntare quella voce dalla lista è quasi meglio di un pezzo di cioccolata. Quasi, eh.

Italia Murolo

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