Maxi blitz a Napoli contro il clan Lepre: in manette sono finite dodici persone. L’operazione è stata effettuata da polizia di stato e carabinieri.
La Direzione distrettuale antimafia (Dda) ha coordinato l’attività riguardante l’esecuzione di più ordinanze di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

Gli indagati, a vario titolo, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Un’organizzazione armata, stando a quanto emerso dalle indagini, divisa in più sottogruppi, e operativa a Napoli nella zona del cosiddetto Cavone di piazza Dante.
La misura è stata applicata anche per il reato di tentata estorsione. Gli indagati, infatti, avrebbero tentato di estorcere danaro ad un pusher, ritenendolo responsabile della sottrazione di numerose dosi di droga. L’ordinanza costituisce la sintesi delle indagini svolte negli ultimi anni dai carabinieri della Compagnia Napoli Centro e dal personale della polizia di stato della III sezione della squadra mobile del capoluogo partenopeo.
Lo spartiacque per il clan Lepre e la riorganizzazione della cosca
Inquirenti ed investigatori hanno quindi ricostruito e dimostrato la perdurante operatività del clan Lepre, anche all’indomani della morte del boss Ciro Lepre. Uno spartiacque per la cosca: a quel punto le redini della consorteria criminosa di stampo camorristico sarebbero passate a Salvatore Cianciulli Salvatore e Luigi Lepre.
Parallelamente è stata dimostrata l’operatività del clan nel narcotraffico, nonostante i molti arresti che hanno colpito la cosca negli ultimi anni, nella zona “di predominio”, ovvero l’area del Cavone, alle spalle di piazza Dante. Operative ben due piazze di spaccio, la prima delle quali, la più importante, individuata in via Correra al numero 236, nel cosiddetto Fondaco San Potito e Fondaco Ragno.

L’altra, una sorta di “succursale” della prima, operativa in via Correra 113, prevalentemente dedita allo smercio di marijuana e hashish. Complessivamente, sono 54 le persone indagate, di cui 12 i destinatari di misura cautelare in carcere. A tutte vengono contestate, a vario titolo ed in via provvisoria, oltre 250 violazioni della legge penale.
Tra di esse delitti di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione, detenzione, porto e ricettazione di armi e munizionamento, violenza e minaccia, lesioni aggravate, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti e un pluralità indeterminata di delitti produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, reati aggravati dalla circostanza dell’agevolazione mafiosa.





