L’Asl Napoli 1 Centro è stata condannata a risarcire 1,7 milioni di euro ai familiari di una paziente deceduta. La sentenza del Tribunale di Napoli in merito alle infezioni ospedaliere.
Gli avvocati dello Studio Associato Maior, che hanno seguito il caso, hanno dichiarato: “Accertata la responsabilità sanitaria per infezioni ospedaliere. Sentenza importante che riconosce il diritto al giusto risarcimento ai familiari della vittima”.

Il caso risale al 2015, quando la paziente era stata sottoposta a un intervento di chirurgia bariatrica che, secondo quanto emerso nel corso del giudizio, non avrebbe di per sé comportato esiti letali. Tuttavia, nel periodo successivo all’operazione, la paziente contraeva plurime infezioni ospedaliere che determinavano un rapido e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche, fino al decesso.
“Lo Studio Associato Maior annuncia con soddisfazione un importante risultato nell’ambito della responsabilità sanitaria. – hanno continuato i legali – Il Tribunale di Napoli ha infatti condannato l’Asl Napoli 1 Centro al pagamento di un risarcimento pari a circa 1 milione e 700mila euro in favore dei familiari di una donna di circa quarant’anni, deceduta a seguito di gravi complicanze infettive insorte dopo un intervento chirurgico eseguito presso l’ospedale San Giovanni Bosco”.
La responsabilità della struttura sanitaria per non aver adottato adeguate misure di prevenzione
Dagli accertamenti tecnici disposti dal Tribunale, in particolare dalla consulenza tecnica d’ufficio collegiale (Ctu), è emersa la responsabilità della struttura sanitaria per non aver adottato adeguate misure di prevenzione e contenimento del rischio infettivo, con conseguente nesso causale tra le infezioni contratte in ambiente ospedaliero e l’evento morte.
“Si tratta di una sentenza significativa che riconosce in modo chiaro la responsabilità della struttura sanitaria nella gestione del rischio infettivo”, hanno dichiarato gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo, che si sono avvalsi del. supporto di un team medico legale e medico specialistico.

La liquidazione del danno è stata determinata tenendo conto del numero dei familiari superstiti, del forte vincolo affettivo, della giovane età della vittima e della convivenza con il nucleo familiare primario, oltre che della prossimità con gli altri congiunti.
“La decisione del Tribunale di Napoli conferma l’importanza del rispetto dei protocolli di prevenzione delle infezioni ospedaliere e tutela in modo concreto i diritti dei familiari della vittima. – hanno concluso i legali – Lo Studio Associato Maior accoglie con favore il pronunciamento del Tribunale, preannunciando tuttavia la possibilità di impugnazione limitatamente alla quantificazione del danno, ritenuta suscettibile di ulteriore incremento in sede di gravame”.





