“È fondamentale che questo procedimento arrivi finalmente al suo cuore, perché la famiglia Vassallo e il Paese intero hanno diritto a conoscere la verità sull’omicidio di Angelo”.
A parlare è Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, a seguito dello slittamento al 2 novembre prossimo della prima udienza del processo per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica-Acciaroli, avvenuto il 5 settembre del 2010.

Nelle scorse ore, infatti, è stata accolta la richiesta di astensione da parte di un componente togato della Corte d’assise di Salerno, incompatibile per un motivo tecnico: aveva già partecipato a una precedente fase durante le indagini. Il processo è stato assegnato alla seconda sezione e si torna in aula tra poco meno di quattro mesi. Si sono costituite 19 parti civili.
“Per quanto riguarda l’udienza, – ha continuato il presidente – ritengo che il risultato sia comunque importante. Dopo il non luogo a procedere nei confronti di Cagnazzo e l’assoluzione di Ridosso, arrivati in questi ultimi mesi, il fatto che il processo vada avanti rappresenta un elemento significativo. È chiaro che il contesto in cui ci muoviamo resta difficile e che ogni passaggio viene inevitabilmente letto anche alla luce di ciò che è accaduto finora”.
Alla sbarra ora ci sono Lazzaro Cioffi e Giuseppe Cipriano
I riferimenti di Dario Vassallo sono al proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo e all’assoluzione di Romolo Ridosso. Per il primo il gup ha sentenziato il non luogo a procedere il 27 marzo scorso, ma la Procura di Salerno, in accordo con la Procura generale, ha presentato ricorso.
Ridosso, invece, ex collaboratore di giustizia, il 19 giugno è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio al termine del rito abbreviato. Alla sbarra ora ci sono l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano.

“Dopo sedici anni di battaglia – ha concluso il vicepresidente della Fondazione, Massimo Vassallo – siamo profondamente stanchi e anche oggi ci siamo trovati di fronte a un rinvio che, pur motivato da una questione tecnica, avrebbe forse potuto essere evitato con un’organizzazione diversa. Continuano a verificarsi episodi che rendono questo percorso sempre più difficile da comprendere e da accettare, soprattutto per una famiglia che da anni attende giustizia.
Nonostante tutto, la nostra fiducia nel lavoro di magistrati, investigatori e uomini dello Stato non è mai venuta meno, perché sappiamo quanti sforzi siano stati compiuti per arrivare a questo processo. Proprio per questo chiediamo che da ora in avanti venga garantito uno svolgimento lineare, trasparente e privo di ulteriori anomalie. Le istituzioni hanno il dovere di assicurare che un procedimento così delicato si celebri nel pieno rispetto della vittima, della sua famiglia e dell’opinione pubblica. Noi vogliamo soltanto arrivare alla verità e alla giustizia per Angelo Vassallo”.





