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Cronaca

Da dove arrivano davvero le cozze: il codice che svela la filiera

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Angelo Bianco

Una retina di cozze acquistata al mercato è solo l’ultimo step di un percorso che comincia in mare, passa per i controlli sanitari e arriva in un centro autorizzato, poi alla vendita, infine sulle nostre tavole. Nei Campi Flegrei questo percorso è tornato al centro dell’attenzione dopo le verifiche dell’Asl Napoli 2 Nord: tutti i campioni analizzati finora hanno dato esito negativo alla ricerca del genoma dell’epatite A.

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Le attività hanno coinvolto gli specchi acquei classificati di Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida e Giugliano in Campania. La fase più severa delle restrizioni alla raccolta è stata superata, mentre in alcuni siti continua una sorveglianza rafforzata. Per chi compra, il punto decisivo è ovviamente la tracciabilità: l’origine dichiarata sulla confezione consente di distinguere un prodotto inserito nella filiera ufficiale da una vendita priva di garanzie documentali.

Dal mare al laboratorio di Portici

Nell’ambito dei controlli condotti negli allevamenti di Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida e Giugliano, i veterinari del Settore Molluschicoltura hanno prelevato i campioni e li hanno inviati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici. Le analisi svolte finora per cercare il genoma dell’epatite A hanno dato tutte esito negativo.

A questi accertamenti si affianca il sistema ordinario di tracciabilità della filiera. Provenienza, numero di lotto e centro autorizzato permettono di ricostruire il percorso commerciale delle cozze e, in presenza di una criticità, di individuare la partita interessata.

Perché la sorveglianza resta rafforzata

Le cozze filtrano l’acqua marina e possono accumulare microrganismi, sostanze o tossine presenti nell’ambiente. I laboratori cercano Escherichia coli e Salmonella, biotossine algali e fitoplancton potenzialmente tossico. Le verifiche chimiche riguardano metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, diossine e Pcb diossina-simili.

Con le alte temperature alcune specie di fitoplancton possono aumentare. Monica Vanni, direttrice generale dell’Azienda sanitaria, ha ricordato che le attività proseguono tutto l’anno e vengono intensificate durante questa stagione. Nell’area di Varcaturo i controlli interessano anche ostriche, vongole e tartufi di mare.

La retina deve avere un’identità

Per scoprire se le cozze sono controllare e fanno parte della filiera legale, basta leggere l’etichetta sulla confezione integra. La guida dell’Asl indica due regole centrali: scegliere punti vendita specializzati e verificare la tracciabilità.

L’etichetta deve essere leggibile e resistente all’acqua. Tra le informazioni utili,a anche il nome comune e scientifico della specie, la data di confezionamento, il numero di lotto, il metodo di produzione, la provenienza e il marchio identificativo dello stabilimento autorizzato. Per i molluschi vivi può comparire la dicitura che prescrive la vitalità degli animali al momento dell’acquisto.

La retina deve avere un’identità – napoli.cityrumors.it

Una retina anonima, un sacchetto privo di etichetta o una vendita lungo la strada, con ogni probabilità non contengono queste informazioni. La Regione Campania invita infatti ad evitare  prodotti di dubbia origine e circuiti commerciali irregolari.

Origine locale e centro di spedizione

La presenza del nome di un centro sull’etichetta indica dove il prodotto è stato spedito o depurato, mentre la voce relativa all’origine chiarisce dove è stato allevato o raccolto. Sono dati differenti. Per sapere da quale allevamento viene una cozza, occorre leggere la zona di produzione dichiarata.

Il controllo continua al ristorante

Le regole europee impongono al dettagliante di conservare per almeno 60 giorni l’etichetta di una confezione grande dopo averne suddiviso il contenuto. In pescheria e al ristorante il cliente può chiedere origine, lotto e dati del centro autorizzato.

Nei Campi Flegrei i risultati sull’epatite A consentono di uscire dalla fase di massima restrizione. La prossima tappa sarà affidata ai nuovi campionamenti: la sorveglianza proseguirà nei siti indicati dall’Asl, seguendo l’andamento microbiologico, biotossicologico e chimico delle acque e dei molluschi.

Angelo Bianco

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