Cocaina nascosta negli indumenti per entrare in carcere: il controllo ai cancelli


Ottanta grammi di cocaina nascosti negli indumenti intimi per superare i controlli e raggiungere, secondo l’ipotesi investigativa, alcuni detenuti. È l’accusa contestata a un’operatrice sanitaria in servizio nell’infermeria del carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, arrestata dalla Polizia penitenziaria mentre stava entrando nella struttura per iniziare il turno pomeridiano.

Cocaina nascosta negli indumenti per entrare in carcere: il controllo ai cancelli
(Ansa Foto) – napoli.cityrumors.it

L’operazione risale al 25 agosto ed è stata resa pubblica dal Sappe, il Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria. La donna, considerata insospettabile per il ruolo ricoperto, sarebbe stata monitorata già da diverse settimane attraverso indagini e approfondimenti culminati nel controllo ai cancelli dell’istituto.

La droga individuata dai cani

L’intervento è scattato intorno alle 14, nell’area di accesso alla casa circondariale irpina. Durante le verifiche, condotte anche con l’impiego delle unità cinofile, i cani hanno segnalato la possibile presenza di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata coordinata dal comandante del reparto e condotta dagli agenti in servizio presso il penitenziario con il supporto del nucleo cinofilo.

La successiva perquisizione avrebbe permesso di trovare circa 80 grammi di cocaina nascosti negli indumenti intimi dell’operatrice. Secondo quanto riferito dal Sappe, la sostanza era destinata ai detenuti, ma restano da individuare gli eventuali destinatari, i contatti esterni e le modalità con cui sarebbe dovuta avvenire la consegna nel penitenziario.

La perquisizione nell’abitazione

Dopo il ritrovamento, la Procura di Benevento, competente per territorio, ha disposto una perquisizione anche nell’abitazione della donna. Gli agenti avrebbero recuperato ulteriori quantitativi di sostanze stupefacenti, sui quali proseguiranno gli esami e gli accertamenti.

L’operatrice sanitaria è stata arrestata e trasferita nel carcere di Benevento. Le contestazioni formulate nei suoi confronti dovranno essere esaminate nelle successive fasi del procedimento, durante le quali la donna potrà esercitare pienamente il diritto di difesa. Vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Le indagini sul possibile canale interno

Uno degli aspetti centrali riguarda adesso la possibile esistenza di un canale stabile per l’ingresso della droga nel carcere. Gli investigatori dovranno chiarire se quello del 25 agosto rappresentasse un episodio isolato oppure una consegna inserita in un sistema più articolato, oltre a ricostruire la provenienza della cocaina e i rapporti con i potenziali destinatari.

Il controllo mirato, secondo le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria, conferma il peso delle attività investigative svolte anche sulle persone autorizzate ad accedere agli istituti. Il Gau Uil Fp ha espresso apprezzamento agli agenti e al comandante del reparto per l’operazione.

Il caso tocca un punto particolarmente delicato della sicurezza interna: la verifica di chi entra per ragioni di servizio, garantendo allo stesso tempo il funzionamento quotidiano dell’istituto. Gli sviluppi dell’indagine dovranno ora stabilire responsabilità, destinatari e ampiezza del presunto traffico bloccato all’ingresso del carcere di Ariano Irpino.