Caldo, in Campania torna lo stop ai lavori: gli orari e chi deve fermarsi

La Campania prolunga fino al 15 settembre le misure destinate a proteggere i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature. Il presidente della Regione Roberto Fico ha firmato l’ordinanza il primo settembre, confermando lo stop alle attività nei settori agricolo, edile e affini durante le ore più calde.

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Il provvedimento rinnova le disposizioni introdotte il 17 giugno e scadute il 31 agosto. La proroga arriva a causa delle temperature elevate, associate all’umidità e alla radiazioni solari, che continuano a provocare stress termico con conseguenze potenzialmente gravi per chi lavora all’aperto.

Quando deve fermarsi il lavoro

Il divieto riguarda le attività svolte con esposizione prolungata al sole nella fascia compresa tra le 12.30 e le 16. Lo stop opera soltanto nei giorni e nelle aree in cui, alle ore 12, le mappe del sistema Worklimate dell’Inail indicano un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.

L’ordinanza si applica su tutto il territorio regionale, mentre l’effettiva sospensione dipende dalla valutazione quotidiana del rischio. Aziende e responsabili della sicurezza dovranno quindi consultare le previsioni disponibili sulla piattaforma Worklimate, verificando la situazione relativa alla zona in cui vengono eseguiti i lavori.

La fascia oraria individuata comprende le ore nelle quali la combinazione tra temperatura, umidità, irraggiamento e sforzo fisico può determinare le condizioni più pericolose per la salute.

Le attività escluse dal divieto

La sospensione lascia fuori le operazioni indispensabili e urgenti necessarie al ripristino dei servizi essenziali dopo eventi imprevedibili. Anche in questi casi restano pienamente validi gli obblighi previsti dalla normativa sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La proroga interessa in particolare cantieri, aziende agricole e attività assimilabili nelle quali risulta difficile ridurre l’esposizione diretta al sole. Secondo Fico, le temperature elevate rappresentano ancora un rischio concreto e richiedono un intervento pubblico capace di mettere al centro la protezione dei lavoratori.

La richiesta dei sindacati

Poche ore prima della firma, le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto alla Regione di estendere l’ordinanza almeno fino alla metà di settembre. La sollecitazione era stata inviata al presidente Fico e agli assessori alle Attività produttive e al Lavoro, Fulvio Bonavitacola e Angelica Saggese.

I sindacati avevano richiamato le ondate di calore annunciate per le settimane successive e la necessità di garantire continuità alla protezione degli addetti impiegati all’esterno. La nuova ordinanza accoglie la richiesta e mantiene le limitazioni per altre due settimane, collegandole alle valutazioni giornaliere elaborate dall’Inail.