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Fuori le auto dalle piazze, parte il progetto Strade in Gioco per restituire spazio ai bambini

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Andrea Cerasi

Parte il progetto Strade in Gioco, il finanziamento dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza: coinvolte otto province napoletane.

Sono decine i Comuni italiani rientrati nel progetto finanziato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e definito Strade in Gioco, per togliere le auto dalle piazze e restituire spazi essenziale per i bambini. L’obiettivo è quello di creare spazi sicuri dove i minorenni possano giocare e stare insieme, senza traffico e parcheggi selvaggi.

Bambini giocano in strada – napoli.cityrumors.it

È un’occasione importante per riportare in strada i ragazzini, che si faceva un tempo, rafforzando lo spirito unitario, stimolando la creatività e la socialità, e contrastare la dipendenza da smartphone e dai videogiochi. Il progetto prevede un finanziamento di 810 mila euro per trasformare angoli di strada e piazze in spazi condivisi privi di automobili e pensati per incontri creativi.

Come riportare i bambini nelle piazze, stimolando la creatività e rafforzando la socialità

Il progetto Strade in Gioco non ha l’obiettivo di stravolgere l’urbanistica dei Comuni, né di applicare installazioni perenni. Dunque, nelle piazze non si possono installare parchi giochi, ma si tratta di ripensare lo spazio comune, chiudendo al traffico anche in determinate fasce orarie o in giorni prestabiliti, ponendo installazioni temporanee, come piccoli arredi urbani: tavoli, casette in legno, reti per giocare, fioriere.

Spazi all’aria aperta dove i bambini hanno modo di incontrarsi e di giocare insieme, rendendo vivi angoli di città soffocati dal traffico, grigi e spenti. In strada i ragazzini possono dedicarsi all’arte, leggere libri, giocare a palla, colorare l’asfalto secondo il principio della street art, ovviamente monitorato dagli organizzatori, per rendere più sereno e vivace il grigiore urbano.

Ragazzini giocano a pallone in piazza – napoli.cityrumors.it

Inoltre, si possono piazzare reti per giocare a pallavolo e organizzare tornei in strada. L’idea è quella di allontanare i giovani dalla dipendenza digitale, mostrare loro il mondo reale, scacciando via il virtuale e cercando di recuperare una socialità più vera. Le piazze si trasformando in luoghi di connessione umana e di disconnessione digitale.

Le città che hanno aderito al progetto: a Napoli si contano otto province

Nata nel Regno Unito con il nome di Play Street, l’idea è stata adottata anche in Italia, per far rivivere i quartieri più popolosi delle città. Il progetto ha toccato già diverse città italiane, tra cui Bologna, Milano e Sassari, e ora approda in Campania. Ogni Comune riceverà un contributo di circa 30 mila euro, per la creazione di progetti mirati ai più giovani.

Bimbo gioca al paco – napoli.cityrumors.it

Nella provincia di Napoli, i finanziamenti riguardano Cardito, Casoria, Ercolano, Gragnano, Pozzuoli, Monte di Procida, Quarto e Santa Maria La Carità. L’iniziativa nazionale tenta di sottrarre veicoli alle strade, per favorire il gioco spontaneo. Il progetto prevede chiusure al traffico per creare angoli tematici con diversi giochi, strumenti musicali, casette di legno contenenti libri. Sono previsti anche spazi da dedicare a murales. Bambini, famiglie e artisti locali sono chiamati a intervenire.

Andrea Cerasi

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