“O troppo stroppia”: forse stai facendo troppo e non te ne rendi conto

Vivere con equilibrio significa riconoscere che l’eccesso rovina la qualità delle nostre giornate e che saper dire basta è la vera forma di saggezza.

Hai mai provato quella sensazione di quando metti troppo sale nella pasta pensando di darle più sapore e invece finisci per buttare tutto nel lavandino? Ecco, il detto “‘O troppo stroppia” parla proprio di questo. È una lezione che noi napoletani impariamo da piccoli, magari guardando la nonna che ci toglieva il piatto davanti perché avevamo già mangiato abbastanza. Non è cattiveria, è che l’esagerazione trasforma una cosa buona in una tragedia. Se ci pensi, succede in ogni momento della giornata: nel lavoro, nell’amore e pure quando decidi di pulire casa troppo a fondo e finisci per rompere un vaso a cui tenevi.

il troppo stroppia napoli.cityrumors.it
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Il problema è che viviamo in un mondo dove ci dicono sempre che dobbiamo fare di più. Più ore in ufficio, più palestra, più impegni sul calendario, più foto da pubblicare. Ma la verità è che quando superi il limite, la corda si spezza. Questo proverbio antico ci avvisa che l’eccesso è come un veleno lento: non te ne accorgi subito, ma intanto stai “stroppiando”, cioè stai storpiando e rovinando la bellezza di quello che hai tra le mani. È una regola che vale per il cibo, ma soprattutto per la testa.

La saggezza dietro ‘o troppo stroppia’

Se andiamo a guardare bene, questo modo di dire ha radici profonde e si trova un po’ in tutta Italia, anche se detto in modi diversi. Il concetto di fondo però non cambia mai: la moderazione è l’unica cosa che ci salva dal caos. Molti esperti di psicologia dicono oggi quello che i nostri vecchi sapevano già senza aver studiato sui libri: fare troppo ci manda in tilt. Quando vuoi essere perfetto in tutto, finisci per essere stanco di tutto. È quell’accumulo di stress che ti fa rispondere male a chi ami o ti fa sbagliare una cosa semplice che hai sempre saputo fare.

A me è capitato spesso di pensare che aggiungendo un altro impegno alla giornata sarei stato più produttivo. Risultato? Arrivavo a sera che non ricordavo nemmeno cosa avessi fatto la mattina. La micro-opinione mia è che siamo diventati dei collezionisti di “troppo”. Troppe informazioni, troppe pretese. La vita invece è fatta di spazi vuoti. Se riempi ogni buco, non respiri più. Il detto ci ricorda che la troppa acqua uccide la pianta esattamente come la siccità. Forse dovremmo imparare a fermarci un attimo prima del limite, invece di aspettare che sia la vita a darci uno sganassone per farci calmare.

Come capire se ‘o troppo stroppia nella tua vita

Ma come si fa a capire quando stiamo esagerando? Il segnale di solito arriva dal corpo o dall’umore. Se ti senti sempre col fiato corto, anche se sei seduto sul divano, allora vuol dire che stai facendo troppo. Mettere in pratica questa filosofia significa avere il coraggio di dire di no. Dire di no a un’altra uscita se sei stanco, dire di no a un favore che non puoi fare, dire di no a quel terzo caffè che ti farà solo tremare le mani. Non è pigrizia, si chiama sopravvivenza. Bisogna togliere il superfluo per far risplendere quello che conta davvero.

In cucina è facilissimo capirlo. Se metti troppi aromi in un sugo, non senti più il sapore del pomodoro. Nella vita è uguale. Se metti troppe parole in un discorso, la gente smette di ascoltarti. Dovremmo riprendere l’abitudine di fare le cose “quanto basta”, quella misura magica che le nostre madri usavano nelle ricette. Senza bilancia, solo a occhio e col cuore. Perché la giusta misura è quella che ti permette di goderti quello che hai senza che ti venga la nausea. Spesso meno è meglio, ma ci mettiamo una vita intera per capirlo davvero.

Alla fine della fiera, non vince chi fa di più, ma chi fa meglio e con più pace nel cuore. Se continuiamo a correre senza senso, arriveremo al traguardo così stanchi che non avremo nemmeno la forza di festeggiare. Meglio camminare piano, godersi il panorama e lasciare un po’ di spazio per le sorprese che arrivano quando meno te lo aspetti.

In fondo, un bicchiere di vino è un piacere, ma una botte intera ti manda all’ospedale. Meglio un sorso buono che una bevuta che ti fa stare male, no?