“Chi nasce tunnu nun po’ murì quadrato”: il detto di oggi lo dice e ti evita delusioni inutili

Scopriamo perché questo antico proverbio napoletano sulla natura umana non è solo un modo di dire, ma una lezione di vita per accettare noi stessi e gli altri.

Avete presente quelle persone che provano a cambiare a tutti i costi? Magari un amico che si sforza di sembrare un intellettuale quando invece la sua massima aspirazione è capire se la domenica piove per andare allo stadio, o quella zia che si dà arie da gran signora ma poi urla dal balcone appena passa il fruttivendolo. Ecco, a Napoli per queste situazioni abbiamo una frase che chiude ogni discorso: “Chi nasce tunnu nun po’ murì quadrato”. È una di quelle verità talmente semplici che quasi ti lasciano spiazzato, perché in fondo ti dicono che la natura di una persona è come il cemento armato: una volta che ha fatto presa, non la smuovi più.

Chi nasce tunnu nun po’ murì quadrato napoli.cityrumors.it
Chi nasce tunnu nun po’ murì quadrato napoli.cityrumors.it

Non è cattiveria, è solo realismo. Spesso passiamo anni a cercare di smussare gli angoli degli altri o, peggio ancora, i nostri, convinti che con un po’ di buona volontà si possa diventare qualcosa di completamente diverso. Ma la saggezza popolare, quella che si mangiava pane e cipolla e non aveva tempo da perdere con i manuali di psicologia da quattro soldi, sapeva bene che il DNA caratteriale non si cambia con un corso di buone maniere. Se sei nato con la forma del cerchio, inutile che cerchi di incastrarti in un buco quadrato: finirai solo per farti del male e restare deluso.

Il senso di nascere tunnu

Questa frase non serve a dire che non possiamo migliorare o imparare cose nuove, ci mancherebbe altro. Il punto è un altro. Si parla dell’essenza, di quella stoffa originale con cui siamo stati tagliati. Avete mai provato a far diventare generoso uno che tiene il braccino corto per natura? Magari per un giorno ti offre il caffè perché si sente in colpa, ma il giorno dopo starà lì a contare i centesimi della mancia come se fossero gocce di sangue. Ecco, quello è nato “tunnu”, ovvero con la predisposizione al risparmio estremo, e difficilmente morirà “quadrato”, cioè con le mani bucate.

Il bello di questo detto è che ti toglie un peso dalle spalle. Ti evita di aspettarti l’impossibile dalle persone. Se sai che un tuo parente è fatto in un certo modo, smetti di arrabbiarti ogni volta che si comporta esattamente come si è sempre comportato. È una forma di rassegnazione attiva, se così possiamo chiamarla. Ti salva il fegato. Accettare che la natura umana ha dei confini invalicabili è il primo passo per vivere in pace con il mondo, senza stare sempre lì a sperare che il lupo diventi agnello solo perché ha visto un documentario sulla pace nel mondo.

Mettere in pratica la filosofia del tunnu e quadrato

Ma come si vive seguendo questa dritta? Iniziamo col dire che bisognerebbe applicarla prima di tutto su noi stessi. Quante volte ci sentiamo inadeguati perché non siamo “quadrati” come vorrebbe la società, come vorrebbe il capo o come vorrebbe il partner? Se io sono nato per stare in mezzo alla gente e fare confusione, non posso pretendere di chiudermi in un ufficio silenzioso per dieci ore al giorno e pensare di essere felice. Sarei un tondo che prova a farsi spigoloso, con il risultato che alla fine della giornata sono solo stanco e frustrato.

Guardate che questa cosa è scientifica, o quasi. Pensate agli alberi: un pino cresce dritto e alto, una quercia si allarga e fa ombra. Non ho mai visto un pino che si sforza di diventare quercia perché va di moda avere i rami larghi. Gli esseri umani invece sono gli unici che ci provano. E allora, quando vi accorgete che state forzando la mano con qualcuno, fermatevi un attimo. Guardate bene quella persona. È tonda? E allora lasciatela rotolare. Non cercate di metterla in riga o di farle fare spigoli che non ha, perché tanto non ci riuscirete mai.

In conclusione, credo che questo detto sia un inno alla libertà. Se accetti che “chi nasce tunnu nun po’ murì quadrato”, smetti di giudicare e inizi a osservare. Certo, a volte è un po’ triste pensare che certi difetti non spariranno mai, ma è anche rassicurante sapere che le persone autentiche restano tali fino all’ultimo respiro. Alla fine, un bel cerchio perfetto è molto più armonioso di un quadrato che ha passato tutta la vita a cercare di nascondere le sue curve. Meglio essere un tondo felice che un quadrato mal riuscito, no?