“Meglio sulo ca mal accompagnato”: sarà vero che a volte è meglio restare da soli?

Un proverbio antico che ci insegna a non aver paura della solitudine quando le persone intorno a noi ci portano solo guai o malumore.

Quante volte ci siamo sforzati di uscire o di stare in mezzo a gente che non ci faceva stare bene, solo per non restare a casa a guardare il soffitto? A Napoli lo diciamo da sempre, è quasi una legge: “Meglio sulo ca mal accompagnato”. Questa frase non è nata per farci diventare dei solitari che vivono sulle montagne, ma è una difesa. È un modo per dire che il tempo è prezioso e regalarlo a chi ti toglie il sorriso è un peccato mortale, peggio di quando si scuoce la pasta perché ti sei distratto al telefono.

Meglio sulo ca mal accompagnato napoli.cityrumors.it
Meglio sulo ca mal accompagnato napoli.cityrumors.it

Io l’ho capito tardi, devo essere sincero. Prima pensavo che bisognava stare per forza in compagnia per essere felici. Poi però, dopo certe serate passate a sentire discorsi che non mi interessavano o a stare con persone che ti criticano pure come respiri, tornavo a casa più stanco di quando ero uscito. Ho capito che la solitudine non è un nemico, anzi. Starsene un po’ per i fatti propri, con i propri pensieri, a volte ti ricarica le batterie meglio di una vacanza.

Il valore di stare sulo

Il punto è che la compagnia sbagliata ti consuma le energie senza darti niente in cambio. È come quando compri quegli ingredienti che sembrano buoni ma poi nel piatto non sanno di niente. Stare con persone che non ti stimano o che portano solo negatività ti fa diventare nervoso e ti toglie la voglia di fare. Invece, stare da soli ti permette di capire chi sei veramente e cosa vuoi. Non è una cosa triste, è una scelta di qualità. Meglio mangiarsi un pezzo di pane e formaggio da soli in pace che stare a una tavola imbandita dove però si respira un’aria pesante.

E poi c’è da dire che se impari a stare bene da solo, diventi pure più selettivo. Non accetti più chiunque pur di non stare solo. Inizi a dare valore a te stesso e a capire che il tuo tempo non lo puoi regalare al primo che passa. È una lezione che la vita ti dà a schiaffi, spesso dopo che hai preso qualche bella delusione da chi consideravi un amico. Ma una volta che impari a stare “sulo” e a starci bene, non torni più indietro.

Come scegliere le compagnie per non zoppicare

Ma come si fa a capire quando è il momento di staccare la spina da certi gruppi? Bisogna ascoltare la pancia. Se quando torni a casa dopo aver visto qualcuno ti senti svuotato o triste, allora quella è la “mala compagnia” di cui parla il detto. Mettere in pratica questa filosofia significa avere il coraggio di dire di no. Non è cattiveria, è proprio che devi proteggere la tua serenità. Io ormai faccio così: se vedo che l’ambiente non è quello giusto, preferisco restarmene a casa a leggermi un libro o a cucinarmi qualcosa di buono, che almeno so che mi fa piacere.

C’è pure chi dice che restare soli ti faccia diventare asociale, ma io non credo. Anzi, chi sa stare bene da solo sa stare molto meglio anche con gli altri, perché sceglie di starci per piacere e non per bisogno. È una differenza enorme. Se stai con qualcuno perché ti va e non perché hai paura di restare solo, la qualità della serata cambia completamente. Diventa tutto più vero e meno forzato.

Dunque, credo che ogni tanto dovremmo tutti ringraziare chi ci ha lasciato soli, perché ci ha fatto scoprire quanto è bello stare in nostra compagnia. Alla fine della fiera, l’unica persona con cui dovrai convivere per sempre sei tu, quindi tanto vale andarci d’accordo. Se poi arriva qualcuno che cammina al tuo stesso passo, bene, altrimenti camminare da soli non è poi così male. Anzi, almeno decidi tu la velocità e non devi aspettare nessuno che ti faccia inciampare per strada.