Guido Roviello, clochard di 62 anni, colpito davanti ai passanti: le immagini che hanno guidato gli investigatori


Un colpo improvviso, la caduta sull’asfalto e una serie di calci diretti alla testa e al torace. Il pestaggio costato la vita a Guido Roviello, 62 anni, è stato ripreso in piazza Sant’Anna, nel centro di Caserta. Quelle immagini hanno permesso agli investigatori di ricostruire l’aggressione e individuare il quarantenne ora indagato per omicidio aggravato dai futili motivi.

Guido Roviello, clochard di 62 anni, colpito davanti ai passanti: le immagini che hanno guidato gli investigatori
Foto di Facebook) – napoli.cityrumors.it

Guido è stato aggredito mercoledì 19 agosto ed è morto due giorni dopo in ospedale. L’ipotesi investigativa indica come possibile movente un debito di 50 euro. Una ricostruzione ancora sottoposta agli accertamenti della Procura.

La sequenza registrata in piazza

Nel video Guido discute con un uomo. Il confronto dura pochi istanti, poi arriva il primo colpo che lo fa cadere. Il presunto aggressore continua a colpirlo con calci alla testa e al petto. A un certo punto lo solleva da terra e gli sferra un pugno al volto, prima di allontanarsi.

Alcune persone attraversano la piazza, chi riprende mantiene il telefono puntato sulla scena. Durante la sequenza registrata nessuno si ferma per porre fine a tanta violenza.

Le condizioni del sessantaduenne sono apparse molto gravi. Il ricovero è proseguito fino a venerdì 21 agosto, quando Guido è morto a causa delle lesioni riportate.

Come è stato individuato l’indagato

La Guardia di Finanza di Caserta ha esaminato il filmato dell’aggressione e le registrazioni delle telecamere presenti nella zona. Gli investigatori hanno raccolto anche le testimonianze di chi si trovava nei pressi di piazza Sant’Anna.

Gli accertamenti hanno portato a un quarantenne romeno, anche lui senza fissa dimora. Le prime informazioni circolate dopo il fermo avevano indicato nazionalità ucraina, successivamente corretta. L’indagato avrebbe sostanzialmente ammesso il pestaggio durante l’interrogatorio.

Il gip ha convalidato il fermo e applicato la custodia cautelare in carcere. L’accusa contestata è omicidio aggravato dai futili motivi.

Il debito indicato come movente

Secondo la ricostruzione emersa dagli atti, il quarantenne avrebbe preteso da Guido la restituzione di 50 euro. La somma e la natura del presunto debito dovranno essere verificate durante l’inchiesta. Il movente costituisce dunque una parte dell’ipotesi accusatoria.

Dalla sala di un ristorante alla strada

Prima di perdere il lavoro, Guido aveva fatto il cameriere. La precarietà lo aveva poi portato a vivere in strada. Negli ultimi tempi aveva trovato un tetto a Maddaloni, mentre a Caserta frequentava la mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes e la Comunità di Sant’Egidio.

I volontari lo ricordano come un uomo mite e sensibile. Nel 2019 era già sopravvissuto a un’altra aggressione, che gli aveva causato diverse fratture. Stavolta le ferite gli sono state fatali.

Il quarantenne sottoposto a custodia cautelare deve essere considerato innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.